I gilet gialli si candidano alle Europee. Ma i partiti potrebbero essere due

“La rabbia diventerà un progetto politico umano”. Il movimento di protesta alla conquista di Bruxelles. Mentre continuano le proteste in piazza, c’è chi si prepara alla campagna elettorale

I gilet gialli sciolgono le riserve. E dopo settimane di smentite a chi parlava della possibilità che il movimento di protesta si trasformasse in partito, un gruppo del variegato fronte anti-establishment, il Ric (Ralliement d'initiative citoyenne, letteralmente "raduno d’iniziativa cittadina") ha presentato i suoi primi 10 candidati. A cui potrebbero aggiungersene altri, ma con una lista avversaria: già, perché i partiti "gialli" potrebbero due.

Terzo partito

Del resto, la fetta di voti che, secondo i sondaggi, potrebbero attrarre gli esponenti del movimento fa gola a tanti: ben il 13% delle preferenze alle elezioni europee di maggio. Un risultato che li renderebbe la terza forza politica del Paese, dietro La République en Marche di Emmanuel Macron e il Rassemblement National di Marine Le Pen.

“Vogliamo nelle nostre liste le persone che hanno partecipato alla mobilitazione sin dall'inizio. Nessun tecnocrate”, si legge tra le prime dichiarazioni dei candidati del Ric, sei donne e quattro uomini. “Dobbiamo trasformare la rabbia in un progetto politico umano in grado di portare soluzioni ai francesi”, sostengono gli attivisti.

La concorrenza interna

Il momento del grande salto dalla protesta alla proposta (come si diceva un tempo) sembra arrivato. Anche se per un movimento nato solo lo scorso novembre con l'obiettivo di fermare l’innalzamento delle tasse sulla benzina, mettere a punto un manifesto che accontenti tutte le frange dei gilet gialli scesi in piazza in queste settimane sembra complicato.

Non a caso, il quotidiano Le Figaro ha riferito che un altro gruppo in rappresentanza dei gilet potrebbe presentare una propria lista per le elezioni europee. Mentre altri "portavoce" potrebbero entrare in partiti già esistenti, come il Partito comunista francese.

E intanto, Macron...

Dal canto suo, il principale "nemico" dei gilet gialli, il presidente Emmanuel Macron continua il suo viaggio in giro per la Francia per promuovere un “grande dibattito nazionale” volto a rispondere alle contestazioni di piazza. Nonostante tutto, i sondaggi lo danno in risalita. 

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