La Germania pronta a ‘scegliersi’ i migranti: saranno accolti solo i più preparati

Berlino vuole creare corsie preferenziali per extra-comunitari con una formazione professionale

I migranti economici non sono i benvenuti in Europa, ma chi ha le qualità per potersi integrare nel mondo del lavoro tedesco, senza dover far spendere risorse per la formazione, potrà entrare. La Germania rompe le righe e sceglie la strada dell'accoglienza, però selettiva. Da quando è scoppiata la crisi dei flussi migratori nel 2015, è stato ripetuto che l'ospitalità verrà data laddove sussistono valide ragioni umanitarie, e che i migranti economici non saranno accolti.

Ora Berlino ci ripensa. La Germania ragiona sul come comportarsi di fronte al fenomeno migratorio, e il risultato è una proposta di legge che mette tutti d’accordo. Già adesso professionisti in possesso di laurea possono recarsi in Germania per sei mesi per cercare un lavoro. Ora si intende concedere lo stesso diritti d’ingresso anche per i migranti con formazione professionale. Una misura che spalanca le porte anche ai giovani, con esperienza nel mondo del lavoro ma magari privi di titoli di studio. I Verdi tedeschi sono critici. Definiscono la bozza normativa “una legge sull'immigrazione che non sostiene l’immigrazione”, ma la coalizione del governo di Angela Merkel va avanti e mira a far approvare il testo. Si tratta di un modo per selezionare le domande di ingresso, con cui limitare l’impatto del fenomeno stesso e del fronte interno anti-immigrati. Si allentano le maglie per stringerle: decidendo chi è meritevole di permessi, si esclude ancor più chi lo è meno.

Il mondo delle imprese non è contento, dato che comunque un allentamento dei vincoli alle norme sull’immigrazione non produrrà i lavori specializzati che il settore richiede. Ecco perché la legge tedesca si configura come una scommessa. “Avrà successo solo se lo Stato, insieme alle imprese e all'industria, riuscirà ad attrarre stranieri dall'esterno dell'Ue in modo che possano completare la loro formazione qui o recuperare le qualifiche mancanti”, rileva Daniel Thym, membro del Consiglio di esperti delle fondazioni tedesche per l'integrazione e l’immigrazione. Il tema dunque fa discutere. Come sempre.

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