"Non solo armi, dobbiamo combattere", la Germania vuole aumentare il suo impegno militare

La delfina di Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer: “Dobbiamo avere più coraggio e capacità di guida”

Annegret Kramp-Karrenbauer in visita alle forze armate - foto Ansa EPA/FILIP SINGER

La Germania deve ricavarsi il suo posto nello scacchiere internazionale, e in maniera determinante, non solo per quanto riguarda la gestione delle politiche economiche o dell'accoglienza dei migranti, ma anche negli interventi militari.

Impegnarsi sul fronte militare

Ne è convinta il ministro della Difesa tedesco, la presidente dell'Unione cristiano-democratica (Cdu) Annegret Kramp-Karrenbauer, secondo cui Berlino deve impegnarsi "in maniera significativamente più forte sul piano militare, con più coraggio e con capacità di guida". Parlando all'Università della Bundeswehr di Monaco di Baviera la delfina di Angela Merkel, ha affermato che di fronte alle crisi internazionali la Germania “non può starsene ferma in disparte a guardare e poi decidere se agire con maggiore o minore determinazione o non agire”.

Nessun avventurismo

Come riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", Akk ha inoltre affermato che Berlino ha “il dovere e soprattutto l'interesse a partecipare al dibattito internazionale”, specificand però che tuttavia “è anche chiaro che la politica di sicurezza della Germania non ha mai avuto nulla a che fare con l'avventurismo: rimane così e va bene così”. Il ministro della Difesa tedesco ha quindi illustrato il significato dell'auspicata maggiore forza militare della Germania. In primo luogo, ciò vuol dire procedure semplificate e più rapide per l'approvazione delle missioni militari all'estero da parte del Bundestag. Poi l'istituzione di un Consiglio di sicurezza nazionale competente a definire gli interessi strategici. Inoltre, una maggiore presenza delle Forze armate tedesche anche nell'area dell'Asia -Pacifico.

Lotta all'Isis

Facendo riferimento alla missione della Bundeswehr, le forze armate della Repubblica Federale Tedesca, in Mali, Kramp-Karrenbauer ha lamentato che “la lotta contro lo Stato islamico è in maniera predominante nelle mani della Francia, sebbene i nostri interessi siano direttamente coinvolti”. A tal riguardo il ministro ha quindi evidenziato: “Dobbiamo portare il fardello insieme, materiale e morale”.

Non solo logistica

La presidente della Cdu ha poi respinto "la tradizionale divisione del lavoro in cui la Germania fornisce la logistica e i suoi partner combattono". Per il ministro della Difesa tedesco, la cooperazione tra Francia e Germania include anche “la volontà di sfruttare la gamma delle possibilità militari insieme ai partner”, come nel caso della missione della Nato in Afghanistan. "La solidarietà non è mai e non deve essere mai una strada a senso unico”, ha affermato Kramp-Karrenbauer.

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