La Germania e Draghi abbandonano l'austerità contro il coronavirus: “Fare debito”

Berlino attiva norme di emergenza per 'aggirare' il freno in Costituzione ai bilanci in passivo. Inversione a U anche dell'ex presidente della Bce: "Siamo in guerra contro il coronavirus e dobbiamo muoverci di conseguenza"

Mettere da parte l’austerità per contrastare il coronavirus al costo di fare debiti. Il Parlamento tedesco ha varato oggi un bilancio aggiuntivo per finanziare il pacchetto di aiuti per l'emergenza Covid-19. Il testo approvato prevede nuovi debiti per 156 miliardi di euro, ma fa parte di un piano complessivo da 1.100 miliardi di euro. Una spesa parzialmente in deficit impensabile, fino a qualche mese fa, nel Paese che ha fatto dei conti in ordine e della virtuosità di bilancio la propria bandiera politica, stabilita anche da vincoli costituzionali.

Debito senza freni

Come riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", l'approvazione del provvedimento ha richiesto il ricorso alla normativa di emergenza sul “freno al debito, principio costituzionale secondo cui le entrate e le uscite devono, di norma, essere portate in pareggio senza ricorrere al prestito”. Tale principio è rispettato se le entrate da prestiti non superano la soglia dello 0,35% del Pil. Allo stesso tempo, il “freno al debito” consente un aumento del deficit in situazioni di emergenza eccezionali.

Aiuti alle imprese a tagli delle tasse

Sono dunque previsti aiuti diretti per un totale di 50 miliardi di euro a favore delle piccole imprese e i lavoratori autonomi. Berlino ha deciso inoltre di stanziare ulteriori fondi anche per gli ospedali. Allo stesso tempo, il governo federale intende effettuare un taglio delle imposte per 33,5 miliardi di euro. Per tale motivo, il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha pianificato un debito di 156 miliardi di euro, ossia circa 100 miliardi di euro in più di quanto consentito dal "freno al debito”.

Via libere dei Lander

Intanto, il Parlamento delle regioni ha già fatto sapere di non avere obiezioni al bilancio supplementare, trasmettendo al Bundestag parere favorevole alla sua immediata approvazione. Con il via libera dei Lander, gli aiuti inizieranno ad essere erogati dal primo aprile prossimo. Con le spese già nella legge di bilancio per il 2020, la manovra aggiuntiva farà aumentare le uscite del governo federale a 485 miliardi di euro.

Draghi: "Aumentare il debito pubblico"

La nuova politica espansiva e in passivo della Germania non avrà stupito chi da tempo osservava l’andamento in difficoltà dell’economia tedesca, oggi ancora più in affanno per colpa del coronavirus. Hanno invece destato sorpresa nel mondo dell’economia e della finanza Ue le parole dell’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. “Ci troviamo di fronte a una guerra contro il coronavirus e dobbiamo muoverci di conseguenza”, ha scritto in un editoriale per il Financial Times. Un intervento che arriva proprio mentre in Italia riaffiora il dibattito su un suo ruolo in politica di chi lo vedrebbe come un possibile capo di Governo, e nel quale non nasconde che è ora il momento di decisi interventi pubblici finalizzati ad aumentare la liquidità, anche a costo di far aumentare - come è scontato - il debito pubblico. 

Senza debito, danni peggiori per l'economia

“I livelli di debito pubblico devono salire. Ma l'alternativa sarebbero danni ancora peggiori all'economia, rappresentati dalla distruzione permanente delle attività produttive e quindi della base di bilancio”, scrive Draghi, con quella che sembra una inversione ad U rispetto alla sua filosofia di riduzione del debito. “La perdita di reddito del settore privato - scrive nella sua analisi - dovrà essere eventualmente assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci dei Governi”, si sbilancia l’ex numero uno della Bce. 

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"Reddito di base e difesa del lavoro"

“Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sarà accompagnata da una cancellazione del debito privato”, prevede Draghi. “La velocità del deterioramento dei bilanci privati, causata da uno shutdown che è inevitabile e opportuno" - prosegue - deve incontrare “un'uguale velocità nel dispiegare i bilanci dei governi, mobilitare le banche e, come europei, sostenerci uno con l'altro in quella che è evidentemente una causa comune”. “La priorità non deve essere solo offrire un reddito di base a chi perde il lavoro - spiega - ma dobbiamo proteggere la gente dalla perdita del lavoro. Se non lo facciamo emergeremo dalla crisi con una permanente occupazione più bassa”. “La pandemia del coronavirus è una tragedia umana potenzialmente di proporzioni bibliche”, conclude Draghi.

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