In Germania tornano gli slogan della Ddr, a ripescarli l'estrema destra Afd

Il partito di estrema destra paragona il governo attuale a quello sovietico. La Spd non ci sta: “Ipocrisia insuperabile, vogliono truffare gli elettori”

Una scena dal set del fil Il ponte delle spie di Steve Spielberg - foto archivio Ansa

Il muro di Berlino è caduto nel lontano 1989 e la Germania si è ufficialmente riunificata l'anno successivo. Ma con i corsi e ricorsi della storia tornano oggi nel Paese slogan, immagini e suggestioni dei tempi della Ddr, la Deutsche Demokratische Republik, la repubblica socialista dell'est del Paese.

I manifesti

A riportarli in auge l'Afd, il partito di ultradestra Alternativa per la Germania. Manifesti con la scritta "Wende 2.0", la "svolta" che veniva reclamata dalle folle sempre più grandi nei cortei del movimento per i diritti civili che ogni settimana protestava contro il regime di Honecker, altri con lo slogan "Wir sind das Volk" (noi siamo il popolo), frase-simbolo della "rivoluzione pacifica" del 1989 che portò al crollo non solo del Muro, ma anche del mondo diviso in due dal 1945 in poi.

Le polemiche

Come racconta l'Agi le polemiche non si sono fatte attendere: Manuela Schwesig, uno dei tre "commissari" alla guida dell'Spd dopo le dimissioni di Andrea Nahles, definisce quella dell'Afd "un'ipocrisia insuperabile", e accusa i leader dell'ultradestra di Turingia e Brandeburgo - Bjorn Hoecke e Andreas Kalbitz - di "truffa" nei confronti degli elettori. Questo perché fanno intendere di esserci stati, ai tempi dei movimenti contro il regime di Honecker, quando invece ambedue vengono dal ricco Ovest. "Non hanno la minima idea di cosa abbia significato andare in piazza a lottare per lo Stato di diritto e la democrazia ai tempi della Ddr", insiste Schwesig. Da notare: in Turingia, Sassonia e Brandeburgo tra settembre e ottobre si torna a votare, con l'Afd che è in predicato di portare a casa trionfi a due cifre che rischiano di mettere a soqquadro gli equilibri politici nazionali. Anche per il vicesegretario socialdemocratico Ralf Stegner si tratta di una "campagna svergognata", mentre l'ex attivista per i diritti civili Richard Schroeder chiama "imbarazzante" la scelta dell'ultradestra. Uno che c'era, 30 anni fa, è Uwe Schwabe: come racconta lo Spiegel, nel gennaio del 1989, stato per un mese agli arresti per aver protestato contro il regime: "L'Afd sta rapinando le idee del movimento per i diritti civili della Ddr: è una cosa spaventosa, mi lascia senza parole".

La strategia dell'Afd

La strategia comunicativa dell'Afd guidata da Alice Weidel e Alexander Gauland, dopo esser stato il partito anti-establishment, è quella di mettersi in scena come partito "anti-dittatura", come ricora sempre lo Spiegel: parlando ad un comizio, il controverso capo dell'ultradestra in Turingia, Bjoern Hoecke, ha detto "ci si sente come ai tempi della Ddr. Ma non è per questo che noi abbiamo fatto la rivoluzione pacifica del 1989, non è una cosa che vogliamo vivere di nuovo". Già alle manifestazioni del movimento xenofobo Pegida a Dresda la folla gridava "Noi siamo il popolo": come ricorda però lo storico Ilko-Sascha Kowalczuk, "nessuno ha il copyright per questo slogan, che in realtà nacque nella rivoluzione del 1948". Qualche osservatore parla di "frullato della storia": quello stesso per cui alcuni noti dissidenti pre-1989 oggi si trovano a tifare Afd, come per esempio la ex Verde ed ex cristiano-democratica Vera Lengsfeld, a cui è capitato più di una volta definire la Germania di oggi come una "Ddr 2.0". Lo stesso frullato della storia per il quale sempre l'Afd ad utilizzare per la propria campagna elettorale in Brandeburgo persino il cancelliere-icona della Spd, Willy Brandt. Il manifesto mostra il volto di Brandt e sotto uno dei suoi slogan più celebri, "Osare più democrazia", accanto alla scritta "Votate Afd, noi scriviamo la storia".

"Non minimizzare"

Wolfgang Thierse, ex presidente del Bundestag, taglia corto: per lui quest'accostamento è addirittura "un'oscenita'", dato che "equiparare la Germania di oggi alla Ddr vuol dire minimizzare la portata di quello che la Ddr era davvero". Non è la prima volta che la Afd tira in ballo l'immaginario tedesco-orientale di prima che cadesse il Muro. Tempo fa sempre Hoecke aveva postato sui social una propria foto con in mano una lattina di Vita Cola, la bevanda gassosa della Ddr: in quel frangente si trattava di polemizzare contro la Coca Cola, simbolo dell'imperialismo Usa. Un bel corto-circuito della storia: ma a giudicare dai sondaggi nei Laender dell'Est, la strategia funziona.

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