Ue, Gentiloni agli Affari economici. Ma dovrà vedersela con il 'falco' Dombrovksis

L'annuncio della presidente Ursula von der Leyen: "Assicurerà l'applicazione del Patto di stabilità e crescita, utilizzando la piena flessibilità consentita dalle norme". Ma avverte: "Affrontare i livelli di debito sia nel settore pubblico che in quello privato"

L'Italia ha ottenuto quanto chiedeva: Paolo Gentiloni sarà il nuovo commissario europeo agli Affari economici. L'uomo delle 'pagelle' e dei 'compitini a casa' di Bruxelles, tanto per usare un linguaggio molto usato alle nostre latitudini, soprattutto tra euroscettici ed eurocritici (ma non solo). Adesso, il portafoglio economico più prestigioso e delicato è nella mani dell'ex premier. Che ha già vinto una prima battaglia contro il vasto fronte di Paesi e forze politiche pro-austerity, i quali hanno a lungo osteggiato la sua rincorsa allo scranno di guardiano del Patto di stabilità e crescita.

"Grande esperienza"

Nei giorni scorsi, le solite veline fatte circolare ad arte tra i corridoi di Bruxelles (e da qui ai media) mettevano in dubbio le competenze economiche di Gentiloni, che in effetti né per formazione, né per incarichi, puo' vantare un grandissimo curriculum. Quello che pero' i detrattori hanno fatto finta di dimenticare è che Gentiloni non solo è stato ministro delle Telecomunicazioni e degli Esteri, ma anche premier. E forse, di politiche economiche ne mastica. 

Non a caso, a questo ha fatto riferimento la presidente designata Ursula von der Leyen nell'annunciare la carica: "Paolo Gentiloni è stato premier e ministro degli Esteri e condividerà con noi la sua vasta esperienza col portafoglio dell'Economia", ha detto. Da un punto di vista politico, al socialista Pierre Moscovici succederà un altro socialista. Ma l'impressione che hanno i falchi del rigore è che il nuovo commissario italiano possa imprimere una maggiore svolta nell'ammorbidire il Patto di stabilità e spingere più sul pedale della crescita.

Il 'ministro' Ue dell'Economia

Un'impressione che trova riscontro nella lettera d'incarico che von der Leyen ha inviato a Gentiloni: "Assicurerai - scrive rivolgendosi direttamente al suo nuovo commissario - l'applicazione del Patto di stabilità e crescita, utilizzando la piena flessibilità consentita dalle norme. Ciò ci aiuterà a raggiungere una posizione di bilancio più favorevole alla crescita nell'area dell'Euro e a stimolare gli investimenti, salvaguardando al contempo la responsabilità fiscale". E' quel passaggio, "piena flessibilià", che sta suscitando non pochi brividi tra i difensori del rigore. 

L'uscita scomposta dell'ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz ("Non pagheremo i debiti dell'Italia", ha scritto ieri su Twitter, più o meno in contemporanea con le prime anticipazioni dell'incarico a Gentiloni) la dicono lunga sulle resistenze che attendono un'opera di rivisitazione del Patto come quella caldeggiata dalla stessa von der Leyen (oltre che dal neo governo gialloverde e persino dal presidente Sergio Mattarella). 

Pesi e contrappesi

Per questa ragione, von der Leyen ha cercato di costruire il suo team di commissari cercando di rassicurare anche il fronte dei falchi. E' in questa ottica che va letta la nomina (o meglio la riconferma) a vicepresidente della Commissione del lettone Valdis Dombrovskis, da sempre tra i meno teneri nei confronti delle richieste di una maggiore flessibilità Ue sui conti. Dombrovskis, cui è stata assegnata una delle tre vicepresidenze esecutive, ossia quelle con più poteri dopo von der Leyen, si occuperà di coordinare il lavoro dei commissari economici, a partire da Gentiloni, con l'incarico di promuovere "un'economia al servizio delle persone" (questo il titolo assegnato). E' vero che non potrà mettere mano nella direzione Ecfin, ossia il ministero europeo dell'Economia guidato da Gentiloni, ma avrà dalla sua la leva del portafoglio dei Servizi finanziari, la direzione generale che si occupa di banche e finanza. Inoltre, nella lettera di incarico, von der Leyen affida al lettone il compito di guidare la riforma dell'Eurozona. 

Ecco perché, a Bruxelles, già vedono Gentiloni e Dombrovskis come possibili futuri duellanti. La presidente von der Leyen conosce bene questo rischio e mette le mani avanti parlando di equilibrio e collaborazione: "La scelta per l'Economia è ricaduta su Gentiloni per la sua grande esperienza. Sono sicura che darà un buon equilibrio" al portafoglio "in una combinazione intelligente di punti di vista diversi con Dombrovskis, con cui lavorerà". 

Gli altri compiti di Gentiloni

Ma inquadrare il ruolo di Gentiloni alla sola battaglia tra rigore e flessibilità sarebbe riduttivo. Nella lettera di von der Leyen gli vengono assegnati anche altri importanti incarichi, che ci riguardano da vicino: la creazione di un regime di assicurazione contro la disoccupazione, ossia una sorta di fondo europeo comune per sostenere i disoccupati, e il coordinamento del programma InvestEU, ossia il nuovo mega-fondo di investimenti di Bruxelles. Inoltre, Gentiloni si occuperà, tra le altre cose, della spinosa questione della web tax e della lotta all'evasione e all'elusione fiscali. 

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