Gentiloni commissario Ue con portafoglio economico? "Manca di esperienza"

Lo sostiene l'autorevole quotidiano Politico, secondo cui le richieste dell'Italia di un posto alla Concorrenza o agli Affari economici sarebbe complicata dal curriculum dell'ex premier. Per lui si parla anche di Industria, ma Roma sembra non gradire. Domani l'annuncio ufficiale

Il mistero sarà sciolto fra poche ore, quando la presidente designata della nuova Commissione europea, Ursula von der Leyen, annuncerà i portafogli assegnati ai suoi 26 commissari, tra cui l'italiano Paolo Gentiloni. Da Roma, le pressioni continuano per ottenere un ruolo di peso, alla Concorrenza o agli Affari economici. Ma secondo l'autorevole quotidiano di Bruxelles, Politico, l'ex premier sconta una "carenza di esperienza in politiche economiche". E tra le voci che circolano della Capitale Ue nelle ultime ore, c'è chi lo dà in corsa per l'Industria e mercato interno. Un ruolo che Roma sembra non gradire. 

"L’Italia ha tutto il diritto e direi anche il dovere di svolgere il ruolo che ci spetta, un ruolo importante, che nella Commissione Ue coincide spesso con l’economia", aveva detto Gentiloni sabato. Parole che sono sembrate ai più una risposta a una serie di presunte rivelazioni sulla nuova lista di commissari in cui si assegnava all'Italia il portafoglio all'Industria. Un ruolo già ricoperto dal nostro Paese durante l'esecutivo Barroso (era il forzista Antonio Tajani), ma che oggi sembra venire considerato di minor peso rispetto a Concorrenza e Affari economici. 

E' vero che su questo portafoglio c'è l'interesse 'ufficiale' della Francia, ma è anche vero che il bicchiere di Parigi è già più che mezzo pieno, dato il presidente Emmanuel Macron è riuscito a piazzare Christine Lagarde alla presidenza della Bce. Eppure, a Parigi le voci di Bruxelles assegnano un altro pezzo importante del potere Ue, il commissario alla Concorrenza. Chi lo ricoprirebbe, la liberale Sylvie Goulard, ha dalla sua un curriculum da economista. E Macron potrebbe utilizzare questa carica per rilanciare i suoi sogni volti alla creazioni di 'campioni europei' dell'industria, bloccati finora dai rigidi paletti proprio dell'Antitrust Ue (si pensi alla mancata fusione tra la francese Almstom e la tedesca Siemens che avrebbe portato alla nascita di un gigante dei treni europeo). 

Che le indiscrezioni siano corrispondenti o meno ai reali piani di von der Leyen è tutto da vedere. Di sicuro, sono un'indicazione delle trame complicate che si muovono all'interno delle stanze di Bruxelles e dei mille fili che collegano queste stanze ai governi e alle famiglie politiche Ue. Per esempio, per l'Ungheria di Viktor Orban si parla del commissario agli Aiuti umanitari, un portafoglio decisamente più piccolo di quello indicato tra i suoi desiderata dallo stesso commissario designato da Orban, ossia Cooperazione e sviluppo (posto da cui si gestiscono i fondi per le tanto bistrattate, da Budapest, ong).

Tornando ai portafogli graditi all'Italia, si parla della finlandese Jutta Urpilainen agli Affari economici, dell'irlandese Phil Hogan al Commercio e del polacco Janusz Wojciechowski all'Agricoltura. Le voci su Urpilainen fanno il pari con quelle che vedono proprio la Finlandia (insieme ad altri Paesi tradizionalmente pro-austerity come l'Olanda) a ostacolare la nomina di Gentiloni a guardiano del Patto di stabilità.  

Allo stesso modo, è interessante notare come, fuori dal campo economico, le solite voci danno l'austriaco Johannes Hahn agli Affari interni, ossia al portafoglio che gestirà la spinosa questione dei migranti.  Il governo austriaco non è tra quelli più teneri nei confronti di una revisione del Regolamento di Dublino, anzi. E il partito di maggioranza è ancora guidato da quel Sebastian Kurz che è tra i più fieri avversari di una maggiore flessibilità nelle regole del Patto di stabilità. 

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