Falsi agricoltori, rifugiati e frodi carosello: così l'Italia truffa l'Ue (e se stessa)

Negli ultimi 5 anni, le autorità di Bruxelles hanno scoperto irregolarità pari a circa 5,9 miliardi di euro in tutta l'Unione. Nel 2018, oltre 4mila casi solo nel nostro Paese. Inserito nel gruppo dei 'cattivi' insieme a Spagna, Polonia e Romania

Ci sono i falsi agricoltori che con semplici autocertificazioni percepivano gli aiuti diretti previsti dalla Politica agricola comune. O imprenditori che per evadere l'Iva hanno aperto società fittizie all'estero. O ancora, un centro d'accoglienza per i rifugiati che intascava i fondi, girandoli a una organizzazione criminale, invece di garantire una reale assistenza ai migranti. Sono alcuni dei 4.117 casi di frodi e irregolarità scoperti in Italia nel solo 2018 dall'Olaf, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode.

E' quanto emerge dal report annuale dell'agenzia Ue, che getta pesanti ombre non solo sul nostro Paese, ma su tutti gli Stati membri, in particolare su Spagna, Polonia e Romania. Che in quanto a numero di frodi e irregolarità ci superano. In totale, i casi accertati lo scorso anno in tutta l'Unione sono stati 50.153. Per un ammontare pari a 371 milioni di fondi Ue sottratti nei campi dello sviluppo dei territori, della promozione delle regioni svantaggiate come quelle del nostro Mezzogiorno o nel settore dell'agricoltura, per citare alcuni casi. Oltre che alle varie autorità fiscali nazionali. Fondi che portano a 5,9 miliardi il valore totale delle frodi scoperte dall'Olaf negli utimi 5 anni. 

Il rapporto dell'antifrode Ue elenca una serie di casi eclatanti che accomunano diversi Paesi europei: la creazione di imprese fittizie e la dissimulazione di false transazioni commerciali allo scopo di ottenere finanziamenti dell'Ue, frodi nella promozione di prodotti agricoli, spesso accompagnate da riciclaggio di denaro sporco attraverso i paesi terzi, evasione di dazi doganali, orchestrata attraverso strategie criminali transnazionali. E' proprio la dimensione transnazionale a colpire: le truffe, infatti, hanno sempre più una ramificazione che travalica i confini nazionali e sfruttano, in modo criminale, i vantaggi del mercato unico.  

La "frode carosello"

C'è per esempio la cosiddetta "frode carosello" orchestrata da alcuni imprenditori italiani grazie alla creazione di società fittizie in Romania: grazie a queste società, questi imprenditori riuscivano a vendere online una serie di dispositivi elettronici. Magazzini e acquirenti erano italiani, ma la vendita risultava in Romania, cosa che consentiva di aggirare il pagamento dell'Iva. Secondo quanto scoperto, la truffa aveva permesso 'risparmi' pari a 30 milioni di euro, fondi non versati al fisco italiano. 

Un problema europeo

Per quanto riguarda questo tipo di frodi, va detto che il nostro Paese non è tra quelli più colpiti in Ue: degli oltre 25mila casi scoperti nel 2018 in tutta l'Unione, 'solo' 668 riguardano l'Italia. In Germania sono stati oltre 9mila. Dove il Belpaese si fa notare di più, invece, è il campo delle truffe ai danni dei fondi Ue: come dicevamo, siamo stati il quarto Paese europeo per numero di casi, dopo Spagna, Polonia e Romania. 

I falsi agricoltori

C'è stato lo scandalo dei falsi agricoltori, che hanno percepito gli aiuti diretti previsti dalla Politica agricola comune pur non avendo mai avuto coltivato un pezzo di terra. Il metodo, scovato in Italia, ha allertato anche altre autorità, portando alla scoperta di frodi simili anche in Francia e Bulgaria. In totale, i fondi 'rubati' agli agricoltori onesti in tutta l'Ue nel 2018 ammontano a 10 milioni di euro.   

I fondi per i rifugiati

Hanno raggiunto gli 1,4 milioni, invece, i fondi Ue percepiti da un centro d'accoglienza per migranti in Calabria: le risorse sarebbero dovute servire a garantire un tetto e pasti adeguati ai rifugiati ospiti del centro. Ma grazie a un sistema di subappalti, i fondi sono finiti nelle mani di personaggi legati alla criminalità organizzata. Mentre i migranti vivevano in condizioni precarie e senza cibo. E quando i pasti arrivavano, "i prodotti alimentari erano ai  limiti della commestibilità", denuncia l'Olaf.

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