Stretta in Francia, quote d’ingresso per migranti economici e niente cure per i richiedenti asilo

Malumori tra i ministri di Macron per il piano che mira a recuperare i voti della Le Pen. Tra le misure annunciate c’è anche lo sgombero degli accampamenti abusivi parigini che ospitano fino a 3mila persone

“La Francia resti una terra d’accoglienza”. Comincia con l’avvertimento della ministra francese della Giustizia, Nicole Belloubet, la giornata in cui l’Eliseo ha annunciato di voler rendere note le “20 decisioni” per “migliorare” la politica francese in materia di immigrazione, asilo e integrazione. Di fatto, si tratta di una stretta volta a imporre limiti tanto ai migranti economici quanto ai richiedenti asilo, andando incontro alle richieste dell’elettorato più vicino al Marine Le Pen. Da qui il malumore espresso dalla guardasigilli francese che, attaccando le misure annunciate dal primo ministro Edouard Philippe, ha dichiarato ai microfoni della radio Inter France che “da quanto ho letto dei Paesi che hanno instaurato le quote obbligatorie, questo sistema non ha mai funzionato”. 

Le quote

Parigi ha infatti deciso di stabilire quote massime per l’ingresso di migranti economici, ovvero di coloro che si trasferiscono in Francia per trovare lavoro e non per scappare da situazioni di conflitto. Il premier scelto dal presidente Emmanuel Macron assicura che tale politica si applicherà “esclusivamente nel quadro dell'immigrazione professionale, non in quella del diritto d'asilo o del ricongiungimento familiare”. “Non penseremo in termini di nazionalità, ma di competenze”, ha poi detto assicurato il premier. 

Carenza di manodopera e ingressi limitati

Le rassicurazioni di Philippe arrivano però assieme alle dichiarazioni di un’altra esponente del Governo di Macron, la ministra del Lavoro Muriel Pénicaud, che ha ricordato le difficoltà ad assumere espresse da un'impresa francese su due. L’immigrazione economica d’oltralpe, fa notare la Pénicaud, “è molto debole”: 33.502 permessi di soggiorno nel 2018, pari al 18% del totale. 

Tre mesi senza cure mediche per i richiedenti asilo

Oltre alle quote per i migranti economici, l’Eliseo ha deciso anche di introdurre un periodo di attesa di tre mesi per i richiedenti asilo prima di avere accesso alla sicurezza sociale di base, compreso il diritto alle cure mediche. Si tratta di una misura che, assieme alla riduzione dei tempi di analisi delle richieste d’asilo, mira a contenere le spese del Governo per l’assistenza di chi arriva in Francia per avere protezione internazionale. Ma anche a convincere tanti richiedenti asilo a fare domanda in altri Paesi Ue. 

Gli sgomberi a Parigi

L’inasprimento delle regole francesi in materia di immigrazione arriva in concomitanza con la decisione del ministro degli Interni, Christophe Castaner, di “sgomberare entro la fine dell’anno” gli accampamenti di migranti nel nord-est di Parigi, dove vivono dalle 1.500 alle 3mila persone. “La costituzione degli accampamenti di migranti, in particolare nei grandi agglomerati urbani, costituisce un'anomalia nel funzionamento del sistema di accoglienza e asilo”, ha spiegato Castaner, confermando l’atteggiamento più rigido adottato dalla presidenza Macron.

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