Corte Conti Ue: ok al collegamento dell'uso dei fondi comunitari al rispetto dello Stato di diritto

L'istituzione però precisa: "Occorre stabilire criteri migliori e maggiori tutele per i beneficiari dei programmi"

© European Union , 2018

L’iniziativa della Commissione europea che vuole ridurre i finanziamenti comunitari a quei Paesi che mostrano uno scarso rispetto dello Stato di diritto è stata accolta “favorevolmente” dalla Corte dei Conti Ue. L'istituzione ha pubblicato un parere in cui dà il via libera alla proposta affermando però che questa “rende necessaria la definizione di criteri migliori e di più precise tutele per i beneficiari dei programmi”.

“Apprezziamo la finalità della proposta, dal momento che c’è bisogno di un meccanismo che tuteli il bilancio dell’Ue in tali situazioni”, ha affermato Annemie Turtelboom, il membro della Corte dei conti europea responsabile del parere, secondo cui “il meccanismo va però migliorato ed è quanto mai importante prevedere, nelle circostanze in cui andrà applicato, criteri chiari e precisi per l’adozione delle misure necessarie.” Per la Corte “carenze generalizzate in materia di Stato di diritto negli Stati membri” possono “compromettere la sana gestione finanziaria e l’efficacia dei finanziamenti dell’Ue”, e per questo la condizionalità è positiva. I giudici raccomandano però alla Commissione di indicare esplicitamente le fonti di riferimento e precisare meglio i criteri, le procedure e la portata delle misure. Le carenze generalizzate nello Stato di diritto devono includere secondo la Corte: le minacce all’indipendenza della magistratura, l’omessa prevenzione, rettifica e sanzione delle decisioni arbitrarie o illegittime assunte da autorità pubbliche, il ridimensionamento della disponibilità e dell’efficacia delle vie di ricorso, la limitazione dell’efficacia delle indagini, delle azioni penali o delle sanzioni per violazione della legge.

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La Corte raccomanda quindi che il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea richiedano alla Commissione europea di stabilire criteri chiari e specifici per definire cosa costituisca una carenza generalizzata in materia di Stato di diritto e per determinare la portata delle misure. Poi di specificare su quali basi fissare le scadenze per gli Stati membri ed introdurre analoghe scadenze per la Commissione e di dimostrare in che modo gli interessi legittimi dei beneficiari finali sarebbero tutelati. E ancora di valutare le possibili implicazioni di una riduzione dei finanziamenti Ue per il bilancio nazionale del Paese colpito al momento di decidere le misure da proporre.

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