Colpo a Orban e Kaczynski, Strasburgo taglia i fondi Ue a chi non rispetta lo stato di diritto

Passa la proposta sostenuta dal Pd e da Forza Italia e che potrebbe riguardare Ungheria e Polonia. Contrari Lega e Fratelli d'Italia. Astenuti i 5 stelle. Quattro le misure previste, legate al grado di violazione

I Paesi che non rispettano lo Stato di diritto rischiano di perdere i fondi comunitari. Lo ha stabilito l’Aula del Parlamento europeo riunita a Strasburgo, in un voto dalle chiare valenze politiche. Il provvedimento può essere letto come ‘anti-Orban’ e ‘anti-Kaczynski’, i leader dei partiti al governo in Ungheria e Polonia, Stati membri dell’Ue contro cui l’Unione ha avviato procedure per aver agito in violazione dei valori e dei principi su cui di fonda l’Europa.

Con 397 voti favorevoli, 158 contrari e 69 astensioni l’Aula ha dato il via libera alle nuove misure, che devono ora essere oggetto di voto in Consiglio. Contro il testo si sono schierati Lega e Fdi, mentre il Movimento 5 stelle si è astenuto. A favore gli eurodeputati del Pd e di Forza Italia.

Le sanzioni saranno decise dalla Commissione europea, e saranno legate alla gravità della violazione. A seconda dell’illecito di cui si rende responsabile lo Stato membro, l’esecutivo comunitario potrebbe decidere tra sospensione degli impegni, interruzione dei termini di pagamento, riduzione dei prefinanziamenti e sospensione dei pagamenti.

Viene comunque garantita protezione dei beneficiari finali, come i ricercatori o le organizzazioni della società civile. E’ la stessa Commissione Ue che dovrà occuparsi di assistere i beneficiari e fare in modo che essi ricevano gli importi dovuti. Le nuove misure si applicheranno al prossimo bilancio comunitario settennale (Mff 2021-2027).

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