"L'Ue dimezza i fondi per i più poveri", l'accusa dei banchi alimentari europei

Secondo la Feba, che riunisce le ong del settore, l'attuale bozza di bilancio pluriennale prevede appena 2 miliardi per gli aiuti agli indigenti, contro i 3,8 del settennato precedente: "Tagli per coprire Brexit e spese per la difesa"

La Commissione europea è stata accusata di voler dimezzare finanziamenti Ue per le persone più povere del continente per garantire risparmi sui costi della Brexit e a vantaggio dei fondi aggiuntivi per progetti di difesa militare. La critica arriva da Jacques Vandenschrik, presidente della Federazione europea dei banchi alimentari (Feba), che ha messo in evidenza come i piani di spesa proposti dall'esecutivo Ue per i prossimi sette anni rappresentino un rischio non solo per i più vulnerabili, ma anche per la stabilità sociale dell’Unione.

Il quadro finanziario ai tempi della Brexit

Tra i primi compiti delle istituzioni Ue, rinnovate dopo il voto di fine maggio, c’è quello di delineare il bilancio a lungo termine, meglio noto come quadro finanziario pluriennale (Qfp), da applicare nel periodo 2021-2027. A complicare i negoziati tra Paesi c’è l’uscita del Regno Unito dall’Unione, che si porterà via la quota di contributi della seconda economia più grande dell’Ue. Gli alti funzionari di Bruxelles ammettono che la sintesi sulla proposta della Commissione, che consiste in un impegno di spesa di 1.135 miliardi di euro, sarà molto difficile da raggiungere.

“L'attuale bilancio, in scadenza nel 2020, conteneva un fondo di 3,8 miliardi di euro da destinare agli indigenti e per aiutare gli Stati Ue a fornire cibo e beni di prima necessità come vestiti, scarpe, sapone e shampoo”, si legge nel giornale britannico Guardian, che ha riportato le denunce delle associazioni.

La sforbiciata

Nella proposta di bilancio per il 2021-27 non vi sarebbe, infatti, alcuna traccia di fondi di questo tipo. Ai 27 Stati membri viene invece richiesto di dedicare in totale un minimo di 2 miliardi di euro per il cibo e l’assistenza base degli strati sociali più deboli. La Commissione si dice fiduciosa che i Governi nazionali arrivino a stanziare il doppio di tale importo minimo, ma non vi è alcun obbligo che ciò accada. Il budget per gli indigenti passerebbe così dagli attuali 3,8 miliardi a soli 2 miliardi di euro.

La denuncia

“È inaccettabile che si arrivi a consegnare (alle persone povere, ndr) la metà o il 60% del cibo che ricevono ora”, denuncia Jacques Vandenschrik. La soluzione che propone il presidente della Feba è che “il bilancio complessivo dell'Europa venga rafforzato”. “La Brexit è una delle problematiche”, sottolinea Vandenschrik, che fa notare anche “la necessità di rafforzare la difesa dell’Europa”, finanziata con aumenti di spesa nella proposta di bilancio pluriennale. “Ma ciò avrà un impatto sulla salute e sulla coesione sociale - denuncia - e risparmiare sui poveri è una falsa economia”.

I piani militari dell'Ue

Tra i piani della Commissione c’è infatti anche quello di stanziare 13 miliardi di euro in un fondo per la difesa europea in sostegno di ricerca e investimenti nel settore militare. Un aumento di spesa a favore degli eserciti europei arrivato dopo le pressanti richieste del presidente francese Emmanuel Macron, che vuole una maggiore indipendenza militare dell'Ue dagli Stati Uniti.

Le conseguenze dei tagli

Da qui la protesta dei banchi alimentari che hanno sostenuto 9,5 milioni di persone solo nel 2018 e che distribuiscono 4,3 milioni di pasti al giorno. Vandenschrik è convinto che le persone più povere degli Stati membri dell’Est Europa saranno probabilmente le più colpite dalle proposte della Commissione. Si stima che circa 33,1 milioni di persone, pari al il 6,6% della popolazione dell’Ue, vivano in stato di grave povertà. “Le conseguenze - prosegue il rappresentante delle organizzazioni di solidarietà - saranno un aumento dell'instabilità e dell’inciviltà". “Non possiamo fare progressi lasciando i poveri da una parte - conclude Vandenschrik - questo non è il modo di migliorare la nostra società”.

Le rassicurazioni dell'Ue

Un portavoce della Commissione rassicura che l’Ue sarà “vigile” nell'incoraggiare gli Stati membri a raggiungere l'obiettivo di spendere 4 miliardi di euro per le persone indigenti. “A seguito di una valutazione di impatto - prosegue il portavoce - la Commissione ha proposto di unire il fondo per gli aiuti europei ai poveri nel nuovo Fondo sociale europeo, all’interno del bilancio per il periodo 2021-2027, al fine di garantire migliori sinergie tra i due fondi”.

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