Strasburgo dice no al blocco dei fondi Ue per i Paesi che non rispettano il Patto di stabilità

Passano gli emendamenti presentati dai gruppi dei 5 stelle, della Lega, del Pd e della sinistra europea. D'Amato (M5s): "Vittoria del Sud sui falchi dell'austerity". Il dem Cozzolino: "Avrebbe penalizzato le regioni ingiustamente"

Il voto è rimasto incerto fino all'ultimo, ma complice anche il sostegno trasversale della pattuglia italiana, da destra a sinistra, il principio di macrocondizionalità, ossia lo stop ai fondi Ue per i Paesi che non rispettano i vincoli di bilancio, è stato cancellato dal regolamento che governerà l'uso dei fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2021-2027. Merito di un serie di emendamenti presentati dal Movimento 5 stelle e dai gruppi di Lega, Pd e della sinistra europea. E che il Parlamento europeo ha approvato in un'unica soluzione nel corso della plenaria di Strasburgo con 372 voti a favore e 300 contrari. 

"Ha vinto l’Italia, hanno vinto i cittadini. I fondi europei per i territori più in difficoltà sono salvi. I falchi dell’austerity hanno perso, l’austerity ha perso", ha esultato a margine del voto l'eurodeputata del Movimento  5 Stelle, Rosa D'Amato. Per i 5 stelle si tratta di una vittoria che sa di rivincita su Guy Verhofstadt, il leader dell'Alde, che insieme ai popolari del Ppe è stato uno dei gruppi più agguerriti nel richiedere il mantenimento della macrocondizionalità.

Per vincere la resistenza di due pezzi dell'attuale maggioranza che governa Strasburgo, c'è voluta l'inedita alleanza tra Pd, 5 stelle, Lega e Sinistra.  "Abbiamo cancellato la macrocondizionalità che avrebbe ingiustamente penalizzato territori e regioni​", ha spiegato Andrea Cozzolino del Pd. Che sottolinea anche un altro aspetto del voto di oggi al regolamento Disposizioni comuni, ossia il testo normativo che, come dicevamo, governerà i nuovi programmi di coesione e investimento dell'Ue post-2020: "Grazie a un nostro emendamento - spiega Cozzolino - abbiamo introdotto per la prima volta la possibilità di una flessibilità ulteriore all'interno del semestre europeo per consentire agli Stati di cofinanziare progetti strategici finanziati con fondi europei”. In altre parole, i fondi nazionali investititi in progetti ritenuti strategici da Bruxelles potranno essere scorporati dal calcolo dei limiti di spesa previsti dal Patto di stabilità. 

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