Il fondatore di WhatsApp usa Twitter per attaccare Facebook: “Cancellatevi dal social di Zuckerberg”

Uno dei padri della app più usata per scambiarsi messaggi e immagini, comprata nel 2014 proprio dalla società di Menlo Park, aderisce al movimento #DeleteFacebook, nato all'indomani delle rivelazioni sullo scandalo Cambridge Analytica 

Nel 2014, insieme ai suoi soci, stacco' un assegno record da 19 miliardi con il quale cedette la sua app a Facebook. E adesso, a quattro anni di distanza, Brian Acton,  co-fondatore di WhatsApp, si affida al suo profilo Twitter per lanciare un messaggio sorprendente: #DeleteFacebook, ossia cancellate i vostri account del social creato da Marc Zuckerberg

#DeleteFacebook

L'invito è contenuto in poche parole: “E' ora di #deletefacebook”. Il riferimento è al movimento nato all'indomani dello scandalo dei dati di 50 milioni di utenti che sarebbero stati ceduti dal gigante di Menlo Park, attraverso la Global Science Research, alla società Cambridge Analytica, che li avrebbe poi usati per influenzare le intenzioni di voto degli elettori statunitensi e britannici (favorendo la vittoria di Donald Trump e la Brexit, é il sospetto). In risposta a questo scandalo, migliaia di utenti Facebook stanno cancellando i loro account, seguendo le varie linee guida che stanno spuntando come funghi sui social sotto, per l'appunto, l'hashtag #Delete Facebook. Un hashtag raccolto e rilanciato da Acton, che ha lasciato WhatsApp a fine 2017, tre anni dopo la cessione a Facebook.

I contraccolpi per Zuckerberg

La società di Menlo Park, intanto, deve fare i conti con il contraccolpo dello scandalo, che ha spaventato gli investitori: le azioni della compagnia hanno perso oltre il 9% negli ultimi due giorni e la valutazione del social è scesa di 50 miliardi di dollari. 

Né Zuckerberg né la chief operating officer, Sheryl Sandberg, hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sullo scandalo, attirando ulteriori critiche sulla mancanza di leadership. "Mark, Sheryl e le loro squadre stanno lavorando giorno e notte per ottenere tutti i fatti e portare avanti l'azione appropriata, perché comprendono la serietà di questo problema", ha detto una portavoce di Facebook. "L'intera compagnia è indignata, siamo stati ingannati. Ci impegniamo a rafforzare vigorosamente le nostre politiche per proteggere le informazioni delle persone e intraprenderemo i passi necessari per verificare che ciò accada ".

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