Cani per "fiutare" il coronavirus, a Londra al via l'addestramento

Il Governo britannico scommette sulle unità cinofile, che potrebbero prestare servizio negli aeroporti o nei centri medici per ‘scremare’ i casi sospetti. Il precedente della malaria fa sperare gli scienziati

Foto Ansa/EPA

Il Governo britannico ha deciso di investire 500mila sterline (560mila euro) in una ricerca che mette alla prova la capacità dei cani di rilevare la presenza del coronavirus. La speranza di studiosi e autorità è quella di mettere su una squadra di aiutanti a quattro zampe capaci di migliorare la qualità dei controlli. Ciascun cane da rilevamento biologico può infatti annusare fino a 250 persone all’ora, dando un contributo prezioso nel contesto della riapertura agli spostamenti di massa dopo il confinamento.

Il precedente della malaria

Gli esperimenti in corso su cani Labrador e Cocker Spaniel inglesi potrebbe sembrare un inutile spreco di soldi, tempo ed energie, ma alcuni precedenti storici spiegano che vale la pena fare un tentativo. Un anno fa una rivista medica ha pubblicato uno studio sorprendente sulla capacità dei cani di “fiutare la malaria”. Circa 200 bambini del Gambia, 30 dei quali affetti da malaria, hanno dormito una notte usando dei calzini in nylon, poi spediti in contenitori sterili a un team di scienziati britannici. Mesi dopo, due cani annusarono ogni calzino. I risultati hanno mostrato che i cani non solo sono stati capaci di individuare i calzini dei bambini malati, ma anche i casi di minori asintomatici. In media, due cani hanno rilevato il 73,3% dei 30 piccoli con malaria e il 91% dei 145 che non erano malati. “Ma la malaria - precisa un approfondimento del giornale spagnolo El Pais - è causata da protozoi , mentre il Covid-19 è innescato da un virus. È come paragonare un mammifero a una pianta”.

L'odore del Covid

“La causa del Covid-19 è un organismo molto diverso dalla malaria, ma ci sono prove che virus diversi producono odori diversi”, afferma Steve Lindsay, entomologo presso l'Università di Durham. L’Ateneo inglese, assieme alla London School of Hygiene & Tropical Medicine, sta portando avanti la ricerca, partendo dalla selezione dei campioni idonei a mantenere gli odori delle persone contagiate, come le mascherine usate. “Può darsi che l'odore causi l'agente infettivo stesso”, aggiunge Lindsay. “Non sappiamo se Covid-19 ha (un odore; Ndr), ma lo scopriremo”, conclude il ricercatore.

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I piani di Londra

Secondo la Bbc, l’addestramento potrebbe quindi richiedere dalle sei alle otto settimane. Dopo una prima fase di prova di tre mesi, il Governo britannico deciderà se i cani potranno essere utilizzati nelle operazioni di controllo. Tra le ipotesi in campo c’è quella di mobilitare le unità cinofile nei vari luoghi di traffico dei turisti, quali aeroporti e stazioni ferroviarie. I cani potrebbero anche essere usati nei centri medici, come ulteriore forma di screening dei casi sospetti. 

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