Von der Leyen ottiene la fiducia del Parlamento Ue, decisivi i voti dei 5 Stelle

Solo 9 preferenze in più della maggioranza necessaria. Sarà la prima presidente donna della Commissione: “Lotterò per un'Europa forte e unita, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa”

Ursula von der Leyen in Aula - foto Fred Marvaux © European Union 2019

Ursula von der Leyen ce l'ha fatta e alla fine ha ottenuto, seppur con un margine molto stretto, la fiducia del Parlamento europeo. La tedesca è stata eletta prima donna presidente della Commissione con 383 voti a favore, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla.

"RIponete fiducia nell'Europa"

"Mi sento molto onorata sono sopraffatta, la fiducia che riponete in me la riponete nell'Europa, un'Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa. Il compito che dovrò affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso", sono state le prime parole della nuova presidente che ha ringraziato tutti coloro che hanno votato per lei concludendo: “Il mio messaggio è lavoriamo insieme in modo costruttivo”.

I voti dei 5 Stelle decisivi

I votanti totali a Strasburgo sono stati 733 e la maggioranza necessaria era di 374. In base ai risultati, quindi i voti di scarto sono stati 9 e questo vuol dire che se non avesse ottenuto il supporto del Movimento 5 Stelle, che può contare su 14 eurodeputati, non ce l'avrebbe fatta. Fondamentale anche la decisione last minute della delegazione dei 26 deputati polacchi del PiS, che fa parte del gruppo dei Conservatori e Riformatori (Ecr), che ha optato per votare a favore di Ursula.

La Lega alla fine vota contro

La Lega ha invece alla fine votato contro e ha puntato il dito contro gli alleati di governo. "Ci dispiace che chi doveva aprire i parlamenti come scatole di tonno, oggi si accontenta di sedere su qualche poltroncina della vice presidenza del Parlamento Europeo e di qualche Commissione” e che “per ottenerle siano scesi a patti tanto con il partito democratico di Zingaretti e Sassoli, quanto con il partito popolare di Berlusconi e Tajani”, ha attaccato l'Europarlamentare leghista Antonio Rinaldi secondo cui il Carroccio “non può e non vuole far parte di questa accozzaglia anti italiana” e ha votato “decisamente no all'Asse Pd-5stelle", che definisce “patto del cavoletto”.

Fallite le trattative del Carroccio

Ma in realtà la Lega ha trattato fino all'ultimo momento con la candidata presidente per provare ad ottenere rassicurazioni sull'obiettivo dell'Italia, quello del commissario alla Concorrenza, che Matteo Salvini vorrebbe fosse il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti. Ma alla fine queste rassicurazioni non sono arrivate e von der Leyen sembrerebbe voler optare per la la danese Margrethe Vestager, che già occupa la carica. Da qui la decisione della Lega di votare contro.

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