Dal caso Stamina a capo della ricerca europea: chi è l'italiano che guiderà il Cer

Alle spalle un curriculum internazionale di alto livello, tanto da essere considerato uno dei padri della nano/micro-tecnologia biomedica. Ma anche la polemica sul controverso trattamento che ha diviso il Paese

Lo scienziato Mauro Ferrari

A partire dal 2020 guiderà il Cer, il Consiglio europeo della ricerca, l'organo della Commissione Ue con un budget da 13 miliardi nato per finanziare e indirizzare le linee di intervento del settore in tutta Europa. Un ruolo di primissimo piano, quello che occuperà Mauro Ferrari, scienziato padovano, uno dei padri della nano/micro-tecnologia biomedica. Ma noto alle cronache soprattutto per la sua "apertura" al metodo Stamina, il presunto trattamento a base di staminali, considerato da alcuni media e politici come una rivoluzionaria per alcune malattie neurodegenerative. Salvo poi venire tacciata di truffa da buona parte del mondo scientifico. 

La 'macchia' di Stamina

Nel 2014, Ferrari era stato scelto in un un primo dall'allora ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, per presiedere la commissione di esperti che avrebbe dovuto valutare la scientificità del metodo Stamina. Ma l'incarico non gli fu mai dato per via di un'intervista alle Iene, programma accusato di essere pro-Stamina, nel quale lo scienziato aveva definito il metodo come "il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia".    

Queste parole furono duramente contestate da più parti, in particolare da diversi esponenti del mondo scientifico italiano. Lui si difese assicurando "di non essere né a favore né contro" il trattamento. "L'unico modo per valutare seriamente la metodica è essere imparziale. Ma mi sembra che una parte della scienza italiana trovi l'affermazione di imparzialità una cosa offensiva. Sono finito sotto attacco da distinti colleghi che vogliono farmi apparire di parte", disse a Repubblica. 

La lunga carriera negli States

Dopo quell'episodio, Ferrari usci' dai radar mediatici. E torno' negli Stati Uniti, dove ha costruito la sua carriera internazionale. Oggi, a distanza di 5 anni, si prende una sorta di rivincita, diventando, da presidente del Cer, l'uomo che avrà in mano i destini della ricerca europea per i prossimi 7 anni. Anche di coloro che all'epoca lo attaccarono duramente.

In realtà, di rivincite, Ferrari non sembra aver bisogno. Nato a Padova nel 1959, si laureo' in Matematica negli Stati Uniti, per poi proseguire gli studi in Ingegneria meccanica all'Università di Berkeley e in Medicina all'Ohio State University, dove divenne in seguito docente.   

La carriera prosegui' con la nomina a Special Advisor ed Eminent Scholar presso il National Cancer Institute a Bethesda, dove ha diretto la formulazione e il lancio del programma federale Usa in nanotecnologia applicata al cancro, uno dei maggiori programmi al mondo in nanomedicina. Un campo, quello della ricerca sul cancro, che per lui ha anche un risvolto profondamente personale: la prima moglie Marialuisa mori' di questa malattia a soli 32 anni.

Trasferitosi in Texas, è stato professore ordinario di Medicina Interna e direttore del dipartimento di Nanomedicina, per poi passsare al Methodist Hospital Research Institute a Houston, di cui è presidente e amministratore delegato. L'istituto è uno dei principali centri di ricerca medica degli Stati Uniti.

I premi e il nuovo incarico

Oggi Ferrari è considerato uno dei padri della nano/micro-tecnologia biomedica, soprattutto nelle sue applicazioni per la somministrazione di farmaci, per il trapianto di cellule, per bioreattori impiantabili e altre strategie terapeutiche innovative. E' presidente dell'Alleanza per NanoHealth (ANH), il primo esempio di ricerca collaborativa per l'utilizzo della nanotecnologia per colmare le lacune tra medicina, biologia, scienza dei materiali, tecnologia informatica e società. Ferrari ha registrato circa 50 brevetti, ne ha circa 100 in corso di validazione e ha firmato oltre 350 articoli scientifici.

Tra i riconoscimenti principali conseguiti per la sua attività di ricerca vi sono anche il Blaise Pascal Medal della European Academy of Sciences nel 2012, il CRS Founders Award da parte della Controlled Release Society nel 2011. Nel 2009 gli è stato assegnato l'Innovator Award per il programma di ricerca sul cancro al seno del Department of Defense americano e nello stesso anno è stato eletto membro della American Association for the Advancement of Science (AAAS). Adesso, la nomina alla guida della ricerca europea.

"Ferrari è noto per la sua carriera accademica interdisciplinare", ha detto il commissario europeo della Ricerca, Carlos Moedas. "Grazie alla sua comprensione del valore sociale della scienza - ha aggiunto - la sua forte leadership ed eccellenti doti di comunicazione, Ferrari è la giusta persona per portare la scienza Ue a nuove vette".

 

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