Il dietrofront di Farage spinge i Tory che balzano a più 14 punti sui laburisti

Il leader annuncia che il Brexit Party non si presenterà nei collegi già occupati dai conservatori, dando così una forte spinta al partito del premier Johnson. Corbyn punta sul rilancio della sanità pubblica

Farage - foto Ansa EPA/ANDY RAIN

Alla fine Nigel Farage ha abbandonato la linea dura e ha deciso di non sfidare i conservatori nelle loro roccaforti, una mossa che ha dato immediatamente una spinta nei sondaggi che ha portato i Tory ad acquisire in un solo giorno un vantaggio di 14 punti percentuali sui laburisti. Dopo aver infatti annunciato la scorsa settimana che il Brexit Party si sarebbe presentato in tutti i collegi, lunedì Farage ha annunciato che nelle elezioni del prossimo 12 dicembre invece rinuncerà a farlo nei 317 collegi occupati da deputati uscenti del partito del premier.

Il sondaggio

Un nuovo sondaggio dell'istituto YouGov ora accredita i Tory al 42% di preferenze e il partito di Jeremy Corbyn al 28%. La rilevazione dà i due partiti in crescita: ma i conservatori del 3%, i laburisti del 2. allo stesso tempo calano le altre forze, a partire dai LibDem remainers di Jo Swinson che scendono al 15%. YouGov spiega d'aver modificato il metodo di raccolta dati dopo l'annuncio della parziale desistenza del Brexit Party, offrendo al campione d'intervistati la possibilità d'indicare ora una preferenza per questa formazione solo nei territori dei collegi dove si presenterà effettivamente (circa un terzo del totale). I consensi per il partito di Farage sono così calati dal 9 al 4% e quasi tutti si sono spostati sui Tory. Ma Farage ha però detto di no ai tanti che gli chiedevano di ritirarsi anche dai collegi incerti, quelli in cui la differenza di consensi tra conservatori e laburisti è minima, per non dividere e indebolire così il fronte del Leave, e così il Brexit party presenterà almeno 300 candidati.

Johnson contestato

"Se avremo la maggioranza in Parlamento, potremo uscire dallo stallo e mettere fine al pantano sulla Brexit", ha dichiarato Johnson secondo cui la scelta è tra "far avanzare il Paese con politiche che produrranno anni di crescita e prosperità o farlo sprofondare nel cul-de-sac ideologico dell'estrema sinistra corbynista". Ma il premier oggi ha ricevuto una pessima accoglienza dalla popolazione di Stainforth, nello Yorkshire del sud. Johnson è andato nella zona mentre 100 soldati venivano schierati per sostenere le regione colpita dall'alluvione alla fine della scorsa settimana. “Ci hai messo tempo ad arrivare”, gli ha rimproverato più di un cittadino.

Il Labour punta sull'Nhs

Dal canto loro i laburisti oggi hanno puntato sul rilancio della sanità pubblica del Regno Unito, uno dei cavalli di battaglia di Corbyn. Secondo il programma illustrato dai ministri ombra al Tesoro, John McDonnell, e alla Salute, Jonathan Ashworth, i laburisti dichiarano di essere pronti a portare il budget per la Nhs, dopo anni di tagli e di crisi, fino a 155 miliardi di sterline entro il 2024: ossia 6 miliardi in più di quanto promesso dai Tory. McDonnell ha anche indicato l'obiettivo di estendere anche al personale sanitario, seppure non prima di 10 anni, la riforma evocata dai laburisti per ridurre l'orario di lavoro medio nel Paese a 32 ore settimanali, spalmate su 4 giorni.

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