"Stop a fake news e interferenze esterne", l'Ue lancia il Piano d'azione per le europee 2019

Un sistema di allerta rapida tra gli Stati membri per facilitare la condivisione di dati e possibili minacce online. Campagne di sensibilizzazione e programmi per l'alfabetizzazione mediatica. Circa 7 milioni di euro in due anni per rafforzare la lotta alla disinformazione. Sono questi i punti chiave della proposta di Bruxelles per "proteggere" il voto del prossimo maggio

L'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini

Un sistema di allerta rapido tra gli Stati membri per facilitare la condivisione di dati e possibili minacce online. Campagne di sensibilizzazione e programmi per l'alfabetizzazione mediatica. Circa 7 milioni di euro in due anni per rafforzare la lotta alle fake news e alle interferenze straniere nelle campagna elettorali europee. Sono questi i punti centrali del Piano d'azione varato dalla Commissione Ue per far fronte al dilagare della disinformazione online, soprattutto in vista delle prossime elezioni europee.

"Una democrazia sana si basa su un dibattito pubblico aperto, libero ed equo - dice l'Alta rappresentante Ue Federica Mogherini - È nostro dovere proteggere questo spazio e non permettere a nessuno di diffondere disinformazione che alimenti l'odio, la divisione e la sfiducia nella democrazia. In quanto Unione europea, abbiamo deciso di agire insieme e rafforzare la nostra risposta, promuovere i nostri principi, sostenere la resilienza delle nostre società, all'interno dei nostri confini e nel vicinato. È il modo europeo per rispondere a una delle principali sfide dei nostri tempi".

La task force

Il Piano d'azione si concentra su "quattro settori chiave", scrive Bruxelles. Innanzitutto, il rafforzamento della task force del Servizio europeo per l'azione esterna guidato da Mogherini, nonché delle delegazioni dell'Ue nei Paesi vicini, con un significativo incremento del personale specializzato e nuovi strumenti di analisi dei dati. Il budget passerà da 1,9 milioni di euro nel 2018 a 5 milioni nel 2019. Gli Stati membri dell'Ue, chiede Bruxelles, "dovrebbero integrare queste misure rafforzando i propri mezzi per affrontare la disinformazione".

Il sistema di allerta rapida

C'è poi il sistema di allarme rapida istituito tra le istituzioni dell'Ue e gli Stati membri per facilitare la condivisione dei dati, le valutazioni delle campagne di disinformazione e per fornire avvisi sulle minacce di disinformazione in tempo reale. Le istituzioni dell'Ue e gli Stati membri si concentreranno anche su una comunicazione proattiva e obiettiva sui valori e le politiche dell'Unione.

Social media e alfabetizzazione mediatica

Terzo settore è quello dei rapporti con siti web e social media: Bruxelles ha lanciato a tal proposito un codice di condotta per i media che include, in vista delle elezioni del 2019, la garanzia della trasparenza della pubblicità politica, maggiori sforzi per chiudere account falsi ed  etichettare le interazioni non umane (messaggi diffusi automaticamente dai "bot") e una più forte cooperazione con i fact-checker e i ricercatori accademici per rilevare campagne di disinformazione e rendere più visibili e diffusi i contenuti verificati. "La Commissione, con l'aiuto del gruppo europeo di regolatori incaricati dei servizi di media audiovisivi, garantirà un monitoraggio stretto e continuo dell'attuazione degli impegni", si legge nella nota di Bruxelles.

Infine, l'Ue finanzierà campagna di sensibilizzazione mirate e programmi per l'alfabetizzazione mediatica. 

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