Il giornalista delle fake news, lo Spiegel licenzia il reporter che inventava le notizie

Era una delle penne di punta, insignito di numerosi premi, ma “mescolava verità e menzogna” ha ammesso il settimanale dopo lo scoppio dello scandalo

Ansa EPA/GERT KRAUTBAUER

Certo viviamo nell'epoca della fake news, ma scoprire che a creare false notizie era uno dei giornalisti di punta del Der Spiegel, uno dei settimanali più autorevoli d'Europa, ha sconvolto la Germania. Il 33enne Claas Relotius, reporter vincitore di numerosi premi per il suo lavoro, era famoso soprattutto per le sue inchieste e i reportage. Però "verità e menzogna erano mescolate nei suoi pezzi" ha ammesso il settimanale tedesco in un articolo, pubblicato nella sua versione on line, in cui rivolge le sue scuse ai lettori dopo lo scoppio dello scandalo.

La cosa è venuta alla luce dopo che un collega che lavorava con lui su una storia lungo il confine tra Stati Uniti e Messico ha sollevato sospetti su alcuni dettagli negli articoli di Relotius, e che nutriva dubbi su di lui da tempo. Il collega, Juan Moreno, ha rintracciato due presunte fonti citate ampiamente da Relotius in un articolo pubblicato a novembre. Entrambi dissero che non avevano mai incontrato il giornalista. Inoltre Moreno ha scoperto che un cartello, descritto nel suo reportage, con la scritta “fuori i messicani” non era mai esistito. Da li, dopo ulteriori ricerche, il castello di carte è crollato e si è scoperto che quella era una pratica abituale.

Relotius falsificava le storie, inventava fonti inesistenti, creava dal nulla personaggi e situazioni. "Ha ingannato con intenzione, in maniera metodica e con energia criminale", ha denunciato in maniera mesta il settimanale. "Alcuni articoli erano soltanto impreziositi con particolari, altri completamente falsi", ha anche ammesso. Il trentatreenne, che lavorava da sette anni per lo Spiegel, prima come freelance e poi assunto in pianta stabile, è stato licenziato in tronco. In passato i suoi lavori erano stati pubblicati anche dalla Sueddeutsche Zeitung, per la Welt e per Zeit on line.

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Negli ultimi anni era stato insignito dei più importanti premi giornalistici tedeschi ed era stato nominato, tra l'altro, "Giornalista dell'anno" dalla Cnn. Il giovane ha ammesso di averlo fatto "per paura di fallire" ma, scrive il giornale, ha dovuto "liberare il suo ufficio e da lunedì non è più tra noi". La redazione del settimanale tedesco, fondato nel 1947, ha dichiarato di essere "sotto shock".

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