Europee, un’Olanda balcanizzata si prepara al voto: nessun partito arriva al 20%

Liberali in vantaggio tallonati dai sovranisti. Tira un sospiro di sollievo Frans Timmermans: i suoi laburisti superano l'altra formazione della sinistra, i verdi

Un comizio di Mark Rutte per le europee - foto Ansa EPA/Piroschka van de Wouw

Il sistema elettorale dei Paesi Bassi, proporzionale e senza soglie di sbarramento, unito a una cultura politica imperniata sul compromesso, determina da tempo una balcanizzazione del consenso, diviso tra tanti piccoli partiti. Secondo i sondaggi sulle intenzioni di voto per le europee i più grandi di loro, i liberali del Vvd e i sovranisti del Fvd, superano a malapena il 15%. Tutti gli altri lottano con i decimali per riuscire ad accaparrarsi almeno uno dei 26 seggi dell’Eurocamera destinati agli olandesi, che diventerebbero 29 solo in caso di uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione europea. 

La sfida di Rutte

Al netto della campagna degli aspiranti eurodeputati, la vera sfida è quella di Mark Rutte, premier liberale alla guida del Paese dal 2010. Lo scorso novembre, il 52enne leader del Vvd, ha dovuto smentire le voci che lo davano prossimo a partire per Bruxelles per ricoprire un incarico di prestigio nelle istituzioni europee. In tanti lo danno tra i papabili per la poltrona di presidente del Consiglio europeo, attualmente occupata dall’ex premier polacco Donald Tusk. Ma l'olandese ha rassicurato i suoi connazionali sulla sua permanenza alla guida del Governo di coalizione. 

Gli alleati di governo

Quattro sono gli azionisti politici dell’Esecutivo Rutte, sostenuto dai due partiti liberali Vvd e D66 (sempre liberali ma più progressisti dei primi), dai cristiano democratici del Cda e dai conservatori del Christen Unie. La formazione del premier è data al 16,8%, con il doppio dei consensi rispetto agli altri liberali del D66, fermi all’8,9% e in calo negli ultimi mesi. Il Cda, che fa parte del Partito popolare europeo, è dato all’11,2%. Chiude la compagine di Governo la Christen Unie al 5,6%.

L'opposizione

All’opposizione nel Parlamento olandese, che ha sede a L’Aia, c’è l’estrema destra di Geert Wilders, vero e proprio ispiratore dei sovranisti di tutta Europa. Politico di lungo corso, famoso per le invettive anti-Islam, è stato condannato nel 2016 per incitamento all’odio nei confronti della comunità marocchina. Le quotazioni del suo Pvv sono date al ribasso, intorno al 6,2%. Se ne avvantaggia l’altra forza sovranista e di destra, il Forum per la democrazia guidato dal giovane Thierry Baudet. Accreditato al 15,5%, il suo partito si prepara a fare il grande salto a Bruxelles, esordendo al Parlamento europeo, molto probabilmente nel gruppo dei conservatori (ha cui aderirebbe anche con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni). 

Il socialista Timmermans

Tira un sospiro di sollievo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, candidato dei socialisti per prendere il posto di Jean Claude Juncker. Il suo Pvda, Partito laburista, era quotato al 7,8% fino a tre settimane fa. La risalita all’11,1% permette a Timmermans di salvare la faccia nel derby interno al centrosinistra olandese con i verdi del Groenlinks, dati oggi al 9,7%.  Chiude con il 4,4% il Partito socialista, una cifra che potrebbe valere l’elezione di un eurodeputato per la formazione che aderisce al gruppo della sinistra radicale Gue.

Rischio bassa affluenza

Altra sfida importante è quella dell’affluenza. La volta scorsa votarono solo il 37,3% degli aventi diritto, collocando gli olandesi tra i più grandi assenteisti alle urne in Europa. Nelle elezioni politiche del 2017, galvanizzati dal testa a testa Rutte-Wilders, la popolazione partecipò in massa con un’affluenza dell’81,9%. Chissà se anche stavolta il duello Rutte-Baudet avrà lo stesso effetto. Di certo c’è solo che gli olandesi dovranno avere pazienza, visto che saranno i primi a votare, ma dovranno aspettare tre giorni prima di scoprire chi ha vinto. “Se votiamo il 23 maggio perché dobbiamo aspettare alla notte del 26 per avere i risultati?”, ha sbottato un giornalista di un quotidiano olandese durante la conferenza stampa pre-elezioni al Parlamento europeo. “Dovete aspettare che chiudano le urne in Italia - gli ha risposto serafico un responsabile della comunicazione dell’Eurocamera - dove si vota fino alle 23 di domenica 26 maggio”. 

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