Due comici tedeschi eletti al Parlamento europeo: "Ma lavorerà uno solo"

Successo in Germania per il partito satirico Die Partei, che quadruplica i voti rispetto al 2014 e raddoppia il numero di deputati all'Eurocamera. Polemiche in patria per le provocazioni sul nazismo e sui "negazionisti del cambiamento climatico"

Nico Semsrott, uno dei due comici eletti con Die Partei in Germania

Il suo nome è perentorio: "Die Partei", ossia Il Partito. E grazie alla legge elettorale tedesca per le europee, un proporzionale senza sbarramento, è già al secondo ingresso al Parlamento Ue: nel 2014 fu eletto un solo deputato con appena lo 0,6% dei voti. Stavolta, le proiezioni più aggiornate lo danno al 2,5 e i parlamentari che andranno a Strasburgo dovrebbero essere due. Niente male per una formazione composta da comici provocatori.

Se 5 anni fa l'impresa era stata compiuta dal leader del partito, Martin Sonneborn, adesso insieme al comico più anziano ci sarà anche il più giovane Nico Semsrott, noto al pubblico tedesco per essere un comico del programma televisivo settimanale della tv pubblica Zdf "Heute Show". Sonneborn, 54 anni, direttore del periodico satirico Titanic, ha subito dato sfoggio del suo sarcasmo non appena appresi i risultati: ha ringraziato gli altri partiti per aver contribuito al suo risultato: "grazie a tutti quelli che hanno fatto campagna elettorale per noi", ha detto. Poi si è detto "molto contento" dell'elezione di Nico "perché così posso mettermi comodo per i prossimi cinque anni. Nico è più giovane di me di vent'anni e ha promesso di fare di lavorare al mio posto".

In realtà, a dirla tutta, non è che Sonnenborg abbia dato sfoggio di stakanovismo in questi 5 anni al Parlamento europeo: in quanto ad attività parlamentari, è agli ultimi posti delle classifiche: appena 7 discorsi in aula e 0 interrogazioni scritte. In compenso, la sua campagna elettorale ha destato non poche polemiche: in uno degli opuscoli distribuiti ai cittadini, infatti, comparivano finti candidati con nomi di nazisti di spicco come Joseph Goebbels. Una provocazione che non è piaciuta a molti. Come non è piaciuto lo spot "Fare di nuovo la Germania in due", chiara allusione al periodo dela Guerra fredda.

Più in linea con l'ondata verde che ha caratterizzato il voto in Germania, invece, la proposta di "punire i negazionisti del cambiamento climatico". Come? Confiscando le loro patenti di guida.

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