Nove turchi si candidano alle europee a Cipro, per abbattere l'ultimo muro dell'Ue

Uno di loro, l'accademico Niyazi Kizilyürek che auspica una soluzione federalista per il Paese, potrebbe farcela. "Il mio obiettivo è il riavvicinamento"

Una manifestazione per la riunificazione di Cipro - foto archivio Ansa

Dalle elezioni europee a Cipro potrebbe uscire un messaggio di pace e riunificazione. Sono nove i cittadini turco-ciprioti candidati alle europee che si terranno il prossimo 26 maggio nell'isola. Otto correranno nella coalizione turco-cipriota Jasmin Party, mentre l'accademico Niyazi Kizilyürek si è presentato con il principale partito di opposizione, l'Akel, il Partito Progressista dei Lavoratori di estrema sinistra, e secondo le previsioni potrebbe riuscire a entrare nel Parlamento europeo.

Mai un turco-cipriota eletto

Se succedesse davvero sarebbe la prima volta che un turco cipriota conquisterebbe una carica elettiva. La sua candidatura è comunque già una piccola vittoria in quanto è la prima volta che un turco-cipriota viene incluso in una lista 'mista'. A Cipro sono ancora forti le tensioni tra le comunità greca e quella turca, con il Paese diviso in due in seguito all'invasione della Turchia nel nord dell'isola nel 1974 e alla proclamazione unilaterale della repubblica di Cipro del Nord nel 1983, nazione riconosciuta solo da Ankara.

I turco-ciprioti alle elezioni

Dall'adesione all'Ue nel 2004 a Cipro spettano sei seggi nel Parlamento europeo e in totale sono 72 le candidature che sono state presentate. Ci sono circa 81mila turco-ciprioti, cittadini riconosciuti da Cipro, che vivono nella parte settentrionale dell'isola e che sono iscritti nelle liste elettorali per le europee. Considerando che nel 2014 il candidato eletto con il minor numero di viti ne ha presi 16mila, questo significa che una loro mobilitazione potrebbe portare a un risultato. Ma in realtà sia per mancanza di interesse, sia per problemi e ostacoli burocratici, nel 2014 furono solo duemila i turchi ciprioti che si recarono alle urne. Per facilitare la loro partecipazione la Repubblica di Cipro istituirà circa 50 stazioni di votazione per loro vicino al confine che separa le due parti dell'isola. Un confine che a Nicosia è un vero e proprio muro che divide in due la città, come un tempo succedeva a Berlino.

Il federalista Kızılyürek

Kızılyürek è un convinto sostenitore della riunificazione dell'isola attraverso la creazione di una federazione. Nella campagna elettorale parlerà in greco ma anche in turco, che sono le due lingue che conosce insieme all'inglese, al francese e al tedesco. "L'Unione europea è un progetto di pace", ha detto il 59enne professore all'Università di Cipro. "Il mio obiettivo principale è il riavvicinamento. E cercherò consensi non sulla base delle origini etniche, ma sulla base delle mie idee”, disse al Guardian rivendicando: “Sì, sono turco-cipriota, sì, sono cipriota, ma soprattutto sono un federalista". E le speranze che venga eletto non sono poche visto che l'Akel, che ha sei candidati in tutto, è dato nei sondaggi come secondo partito con il 24,5% dei consensi, un risultato che se confermato gli darebbe diritto a un eurodeputato.

I sondaggi

Al momento in testa nei sondaggi ci sono i popolari di Disy, partito al governo, che con il 31% potrebbero conquistare due o tre seggi. Un altro seggio potrebbe andare ai democratici di centrosinistra di Diko che sono dati al 14,7%. L'ultimo vedrà, secondo le ultime previsioni, un testa a testa tra i socialdemocratici di Edek e l'estrema destra di Elam. Quest'ultimo è un partito neo nazista che è una sorta di equivalente cipriota di Alba Dorata in Grecia. A differenza di una eventuale elezione di Kızılyürek, avere un suo rappresentante a Strasburgo non sarebbe un messaggio incoraggiante nell'ottica della riappacificazione.

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