Europee, in Belgio occhi puntati sull'uomo che ha bloccato il Ceta

In testa è data la N-Va, la Lega belga, e si avviano a un ottimo risultato anche i Verdi. I socialisti schierano Magnette, il campione della battaglia contro il libero scambio con il Canada e i liberali provano a rieleggere ancora una volta Verhofstadt

Paul Magnette - foto Ansa EPA/JULIEN WARNAND

Il 26 maggio sarà un giorno importante per il Belgio i cui cittadini saranno chiamati alle urne non solo per le elezioni europee ma anche per rinnovare il loro parlamento federale e quelli regionali. L'affluenza sarà ovviamente una delle più alte d'Europa, visto che si tratta di uno dei Paesi in cui il voto è obbligatorio.

I cittadini eleggeranno i 150 membri della Camera federale dei rappresentanti, e con le regionali si decideranno i membri dei Parlamenti locali: quello fiammingo, quello della Vallonia, il Parlamento della Regione di Bruxelles-Capitale e l'Assemblea della Comunità germanofona belga. Quello per le europee sarà comunque un voto molto sentito, anche perché i politici belgi hanno ricoperto dei ruoli di una certa importanza nella legislatura appena conclusa. Due di loro, che saranno anche ricandidati, sono stati i leader di due gruppi politici: Guy Verhofstadt (Liberali e democratici fiamminghi aperti-Open Vld) guidava l'Alde e (lista Ecolo) è stato co-presidente dei Verdi. In tutto al Paese spettano 21 seggi, e sono ben 15 gli eurodeputati che proveranno a farsi rieleggere.

Sondaggi

I sondaggi al momento danno in testa la N-Va, una sorta di Lega belga, che raggiungerebbe quasi il 18% dei consensi e quattro deputati. Un buon risultato è atteso anche per i Verdi che con gli Ecolo in Vallonia che arriverebbero al 7,5% e i Groen nelle Fiandre al 9,27%. I partiti belgi, anche della stessa ideologia, hanno sempre due “branche” distinte nelle due principali regioni del Paese, ad eccezione del Ptb che è nazionale.

E proprio la sinistra radicale del Parti du Travail de Belgique potrebbe fare il suo esordio a Strasburgo, eleggendo il capolista Marc Botenga, essendo dato al 5%, poco sotto il 6% del suo estremo opposto, la destra dura del Vlaams Belang (Interesse fiammingo) che pure dovrebbe ottenere un seggio. Un buon risultato è atteso anche per i liberali (8,7% nelle Fiandre e 6,7 in Vallonia). I Cristiano democratici, partito della famiglia popolare, sono dati poi al 9,3 e 3,47%. Infine i socialisti sono dati al 9 in Vallonia e all'8 nelle Fiandre.

L'eroe anti-Ceta

E il capolista dei socialisti valloni sarà il sindaco di Charleroi, una delle città tra l'altro a più alta percentuale di italiani del Belgio, l'uomo che nell'autunno del 2016 era diventato l'eroe degli attivisti contrari al Ceta, l'accordo di libero scambio tra Ue e Canada: Paul Magnette. All'epoca presidente della Regione Magnette aveva negato la ratifica, e quindi l'entrata in vigore del trattato, per settimane chiedendo e alla fine ottenendo più garanzie sulla questione dei tribunali per gli arbitrati tra investitori e Stato. I socialisti francesi lo vorrebbero addirittura alla testa della Commissione in caso di una (improbabile) maggioranza relativa per il Pse, ritenendo l'attuale 'spitzenkandidat' del centrosinistra, l'olandese Frans Timmermans, troppo liberale.

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