L'Europa determinata ad approvare la web tax: “Serve un sistema fiscale equo”

La bozza di conclusioni del Consiglio europeo invita a “procedere rapidamente” nell'esame del testo. Padoan: “Le imprese digitali sono quelle che sfuggono di più all'imposizione fiscale”

Il ministro Padoan e il commissario Ue Moscovici / European Council

Sulla web tax l'Europa tira dritto, le società digitali, anche se basate in Paesi terzi, devono pagare le imposte sui profitti dove questi profitti li fanno. La proposta è uno degli 8 punti che saranno discussi dai leader al Consiglio europeo di giovedì, nel quale i capi di Stato e di governo dell'Ue affermeranno che è necessario realizzare "un sistema fiscale efficace ed equo". Lo si legge nella bozza delle conclusioni messa a punto dagli 'sherpa' dei 28, secondo cui “è importante assicurare che tutte le società paghino la loro equa quota di tasse e assicurare un terreno di gioco equilibrato”. Per questo nel testo il Consiglio europeo invita a “procedere rapidamente con l'esame della comunicazione della Commissione su questo tema e aspetta di vedere le appropriate proposte” dell'esecutivo di Bruxelles. Secondo la tabella di marcia già fissata, entro dicembre il Consiglio Ecofin darà il suo via libera all'ipotesi di un'imposta sui giganti di internet (web tax) da sottoporre al più allargato contesto di G20 e Ocse; la proposta legislativa dell'esecutivo comunitario è invece in calendario per la prossima primavera.

Padoan: tassazione sia equa

“È necessario far partecipare equamente alla tassazione" anche le imprese attive nel digitale ha ribadito il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla cabina di regia per l'internazionalizzazione in corso al ministero dello Sviluppo economico. Le imprese digitali, ha sottolineato, “ sono quelle che sfuggono di più, non dico che evadono, alla imposizione fiscale”, e questo “è inaccettabile". Perciò, ha concluso Padoan, "è necessario trovare un insieme di regole per convivere in modo pacifico con tali imprese che altrimenti sfuggono e si portano via un sacco di soldi".

La via della cooperazione rafforzata

Ieri il Consiglio Affari generali in Lussemburgo ha preparato i lavori del vertice, e il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi ha respinto l'ipotesi che ci sia un "annacquamento" riguardo al progetto di tassazione digitale. "Noi sosteniamo convintamente la digital tax, crediamo che si debba procedere in quella direzione anche perché c'è un lavoro a livello di Ocse su questo", ha detto l'esponente del governo Gentiloni, convinto che "se a livello di Ocse c'è un accordo sulla necessita' di tassare le multinazionali digitali, l'Ue deve, in coerenza procedere”. E per farlo, secondo Gozi, ci si può anche muovere “a gruppi di Paesi", e quindi attraverso il sistema della cooperazione rafforzata, che permette ad alcuni Stati membri, di procedere più speditamente quando a livello Ue non si riesca a trovare l'unanimità.

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