Eurodeputati Paperoni, ecco quali sono i più ricchi a Strasburgo

Il 60% dei politici del Parlamento Ue ha un secondo lavoro. La Ong Trasparency International ha stilato una classifica basandosi sulle dichiarazioni dei redditi

Quello dell'eurodeputato non è un lavoro a tempo pieno. O almeno non lo è per il 60% dei membri dell'Aula di Strasburgo che hanno dichiarato di svolgere una seconda attività oltre quella di parlamentare, attività che spesso è anche molto ben retribuita.

Lo stipendio lordo mensile di un eurodeputato è pari a 8.484 euro lordi a cui si aggiunge un'indennità di 4.416 euro destinata a coprire le spese sostenute nello Stato membro di elezione, un rimborso spese per ogni giornata passata a Bruxelles o Strasburgo di 306 euro e infine i rimborsi dei viaggi per ragioni istituzionali o per la propria attività politica in generale (per questi ultimi viene posto un massimale in ogni nazione). Secondo un rapporto elaborato da Transparency International dal titolo "Moonlighting in Brussels" è però pratica alquanto diffusa avere un secondo lavoro, cosa che, secondo la Ong, solleva "preoccupazioni etiche e politiche" non irrilevanti. A guidare la classifica dei deputati più ricchi c'è un italiano, Renato Soru del Partito Democratico, che ha dichiarato di aver guadagnato dall'inizio della legislatura un milione e mezzo di euro in quanto dirigente di Tiscali. Al secondo posto il popolare lituano Antanas Guoga, che ha dichiarato introiti fino a un milione e mezzo dalle sue attività online e in quanto giocatore professionista di poker. Al terzo posto c'è poi il liberale belga Guy Verhofstadt, che ha dichiarato dai 920mila a quasi un milione e mezzo per il suo ruolo nel consiglio di amministrazione della società di investimento belga Sofina e per le attività di conferenziere. Al sesto posto un altro volto noto, l'euroscettico Nigel Farage che ha dichiarato dai 590 ai 790mila euro per attività in radio e televisione.

Nei primi trenta posti gli altri italiani presenti nella classifica della Ong ci sono Remo Sernagiotto (decimo) dei Conservatori e Riformisti di Fitto che avrebbe guadagnato 408mila euro (anche se la Ong li attribuisce alla carica di consigliere in Veneto, carica che ha lasciato però nel 2014), Salvo Pogliese (undicesimo) che ha guadagnato dai 300 ai 600mila euro con la sua attività di commercialista, e infine il leghista Angelo Ciocca che ha dichiarato dai 120 ai 246mila euro in quanto freelance. Se guardiamo il quadro generale stilato da vediamo che il gruppo Europa delle nazioni e della libertà di cui fa parte anche la Lega, il partito di Le Pen e Alternativa per la Germania, ha la più alta quota di parlamentari che dichiara di svolgere altre attività retribuite, il 54%.

Per quanto riguarda il riferimento ai vari Paesi, il 62% dei parlamentari europei del Belgio dichiara un reddito extra, seguono austriaci (56%), danesi (54%), francesi (51%), lussemburghesi (50%),cechi (48%), tedeschi e svedesi (40%),lettoni (38%), croati (36%), ciprioti e maltesi (33%), finlandesi (31%), britannici (30%), polacchi e portoghesi (29%), olandesi (27%), sloveni (25%), greci (19%), italiani e lituani (18%), estoni (17%), romeni (16%), spagnoli (15%), ungheresi 10%, irlandesi 9%, slovacchi (8%), bulgari 6%. I dieci parlamentari che hanno aumentato di più il loro reddito durante il mandato in corso sono (partendo dal reddito più elevato) il lituano Antanas Guoga, il britannico Nigel Farage, il francese Jean-Luc Schaffhauser, il tedesco Marcus Pretzell, la britannica Kay Swinburne, il francese Gilles Lebreton, l'italiano Salvatore Pogliese, il Greco Theodoros Zagorakis, la lussemburghese Viviave Reding e l'italiano Paolo De Castro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tornano le miniere in Europa: "Aiutano l'ambiente e sono un tesoro da 100 miliardi"

  • I Paesi Ue più 'pericolosi' per gli atei? Italia e Spagna

  • "Non compreremo più titoli di Stato", le banche italiane contro la riforma del Mes

  • Triste primato per il sud Italia: tra i neo laureati i tassi d'occupazione più bassi dell'Ue

  • I porti italiani non pagano la tassa sulle società, l'Ue apre indagine

  • La crisi climatica fa aumentare i venti, che possono essere usati per l'energia verde

Torna su
EuropaToday è in caricamento