Eurodeputati dell'Est contro la riforma del regolamento di Dublino. Domani si vota a Strasburgo, italiani divisi

In 88 chiedono il blocco del mandato con cui il Parlamento Ue dovrà negoziare la riforma del sistema di Asilo con il Consiglio. PD e Forza Italia contro il blocco, 5 Stelle a favore, Lega astenuta.

Centro di Mineo. © European Union 2015 - Source : EP.

In 88, in gran parte eurodeputati dei paesi del gruppo di Visegrad - Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca - ma anche da Croazia, Slovenia, Germania, Romania, dai Paesi Baltici, da Finlandia, Danimarca e Belgio, hanno chiesto oggi di bloccare il mandato con cui il Parlamento Ue si accinge a intavolare i negoziati per riformare il regolamento di Dublino, quello che detta tempi e modi delle procedure di asilo. Una richiesta che sarà esaminata domani dall'aula di Strasburgo ma che già ora divide i partiti italiani in Europa, tra chi vede nella riforma un passo decisivo per alleviare il peso che grava sullo Stivale e chi invece la considera sopo un'operazione di maquillage senza effetti concreti.

Italiani divisi

"Abbiamo rivoluzionato Dublino, non è stato un lifting, abbiamo fatto un vero e proprio ntervento maxillofacciale, abbiamo cambiato i connotati a Dublino, è stato abbandonato il criterio del paese di primo ingresso (che si deve far carico dell'analisi della procedura e quindi del richiedente asilo, ndr) ed abbiamo inserito un meccanismo di solidarietà obbligatorio", ha affermato oggi in conferenza stampa Alessandra Mussolini. Vicino a lei l'eurodeputata di Possibile Elly Schlein, relatrice ombra della riforma per il gruppo S&D, condivideva l'entusiasmo mentre la collega pentastellata Laura Ferrara scuoteva la testa. 

"Non ho lo stesso entusiasmo e non ho gli stessi toni trionfalistici, non vedo una rivoluzione copernicana di Dublino: se da un lato si dice che finalmente è stato abbandonato il criterio del paese di primo ingresso, è solo nella forma: nella sostanza non cambia nulla". Per Ferrara, anche il "meccanismo di solidarietà è ipocrita e falsato".

Una diversità di opinioni che si rifletterà sul voto di domani, con PD, Forza Italia, AP, MDP e Possibile a favore della riforma e quindi del mandato negoziale con cui poi i rappresentanti del Parlamento dovranno cercare di convincere gli Stati membri, i 5 Stelle contro riforma e mandato e la Lega Nord che ha annunciato che si asterrà. 

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