Accusati truccare i test d'inglese, Londra espelle centinaia di studenti stranieri

Circa 34mila giovani hanno avuto il visto ritirato o accorciato in seguito a uno scandalo che potrebbe però aver travolto anche migliaia di innocenti

Foto Ansa

Erano andati nel Regno Unito per studiare ma sono stati accusati di aver truccato i test di inglese e così hanno perso il loro diritto di restare nel Paese. Sono circa 34mila i giovani che si sono visti cancellare o accorciare i visti e addirittura un migliaio quelli che sono stati espulsi dal Paese in uno scandalo che potrebbe rivelarsi anche più grande di quello del Windrush, quando lo scorso anno si scoprì che decine di immigrati caraibici erano stati cacciati dal Paese per irregolarità nei documenti che risalivano a prima del 1973. Questa volta la portata dello scandalo è molto più ampia, e questo fa temere però che nella furia giustizialista abbia finito per colpire anche degli innocenti. Per vederci più chiaro la National Audit Office, un'agenzia governativa, ha avviato un'indagine indipendente sulle 34mila accuse mosse dal ministero dell'Interno e i risultati sono attesi al massimo per l'inizio di giugno.

Le origini dello scandalo

Lo scandalo ha origine nel 2014 quando per la prima volta un'inchiesta della Bbc con telecamere nascoste aveva mostrato evidenti imbrogli in due centri che effettuavano i TOEIC (Test of English for International Communication) che allora erano i test ufficiali da sostenere per ottenere il rinnovo del visto. In uno si vedeva uno degli esaminatori leggere ad alta voce le risposte giuste e in un altro addirittura finti candidati che svolgevano l'esame per conto di qualcun altro. In seguito alla rivelazione la società americana che gestiva i centri condusse un'indagine interna e affermò addirittura che dei 58.558 esami effettuati in 96 centri nel Regno Unito tra il 2011 e il 2014, 33.725 erano stati truccati, 22.694 avevano avuto "risultati discutibili" e solo circa 2mila sarebbero stati sicuramente in regola.

Caccia ai colpevoli

Da lì è partita una vera e propria caccia alle streghe con diverse associazioni in sostegno dei migranti che hanno messo in dubbio i volumi dello scandalo, ritenendo poco plausibile che oltre il 90% dei test fossero stati realmente truccati. Come racconta il Guardian, che seguendo la vicenda in maniera approfondita, più di 4000 persone hanno lasciato il Paese senza poter provare a dimostrare la propria innocenza, essendo sotto minaccia di arresto. I funzionari di controllo dell'immigrazione si sono recati personalmente a casa di oltre 3.600 giovani. A tutti quelli che hanno fatto ricorso sono stati comunque ridotti i diritti, non hanno più accesso al mondo del lavoro e non possono nemmeno aprire un conto in banca o affittare una proprietà. E così quelli che resistono sono sempre più dipendenti dai soldi che gli inviano le famiglie dai Paesi di origine, almeno quelle che possono permetterselo.

I dubbi delle associazioni

“È un oltraggio che migliaia di studenti stanno ancora soffrendo, cinque anni dopo le prime accuse illecite. In questo Paese, si suppone che tu sia innocente fino a prova contraria”, ha dichiarato al giornale britannico Nazek Ramadan, il direttore di Migrant Voice, che ha anche denunciato: “Abbiamo saputo da studenti, avvocati e giudici che il Ministero degli Interni non ha presentato alcuna prova nella maggior parte dei casi e in altri le prove presentato sono state totalmente errate”. Per questo ora Ramadan chiede una soluzione politica, in attesa dell'indagine indipendente che forse potrebbe aiutare a fare luce sulla vera entità del problema.

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