Migranti, Erdogan minaccia l’Ue: “Mantenete i patti o riapriremo i confini”

Timori per la tenuta dell’accordo che ha chiuso la rotta balcanica a chi scappa dalla Siria. Pressione su Bruxelles anche da parte del nuovo Governo greco con la decisione di far sbarcare 1500 richiedenti asilo finora collocati nelle isole minori

Sale la tensione tra Ankara a Bruxelles dopo l’avvertimento rivolto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan agli Stati Ue sulla possibile riapertura delle frontiere. Una decisione che permetterebbe ai richiedenti asilo in fuga dalla Siria di raggiungere l’Europa, mettendo nuova pressione sui governi del Vecchio Continente. “Qualcuno non ha mantenuto fede ai patti”, tuona Erdogan, che poi chiede un sostegno da parte dell’Europa “in maniera concreta”, cioè pecuniaria. Dei 6 miliardi di euro promessi dall'Ue nel 2016, la Turchia avrebbe ricevuto la metà. 

Costi della crisi migratoria

“Se questo progetto si rivelerà un buco nell’acqua - precisa poi il presidente turco riferendosi alla ridiscussione dell’accordo - allora dovremo riaprire i nostri confini”. Ankara sostiene di aver speso ben 40 miliardi di dollari in 8 anni per far fronte alla crisi migratoria.

I profughi del conflitto siriano

Si calcola che in Turchia vivano oltre 3,7 milioni di profughi siriani in fuga dal conflitto nato con le speranze della primavera araba, poi degenerato nell’incubo jihadista del sedicente Stato Islamico e oggi in fase di stallo. Il Paese è al momento diviso tra forze governative di Bashar Al-Assad, che controllano gran parte della Siria, i territori curdi e le poche zone in mano alle forze ribelli anti-Assad. 

Le mosse di Atene

Preoccupa anche la situazione in Grecia, dopo la decisione del nuovo Governo guidato da Kyriakos Mitsotakis di trasferire 1500 migranti dalle isole minori sulla terraferma. Secondo la rivista tedesca Der Spiegel, la mossa di Atene sarebbe finalizzata a dare un segnale: via libera verso il nord. “Solo quest'anno in Grecia sono arrivati 26mila migranti, quasi cinque volte il numero di quelli giunti in Italia”, scrive il settimanale tedesco, che ricorda il drammatico peggioramento delle condizioni dei profughi nelle scorse settimane, “con bambini che dormono per terra in container affollati, malati che non vengono curati, affamati che elemosinano cibo”. Solo ad agosto sono approdate sulle isole greche 8000 persone, un numero in linea con le cifre del 2016, quando i flussi migratori verso l’Ue hanno raggiunto il picco più elevato. 

L'Ue, sostiene lo Spiegel, è venuta meno alle sue promesse, tra le quali c’era anche quella di trasferire una quota di migranti dalla Turchia in Europa. Allo stesso tempo è venuto meno il rientro in Turchia di un numero concordato di profughi approdati sulle isole greche. 

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