"Stati Ue a corto di medicinali", l'Agenzia del farmaco lancia l'allarme

Molti possono essere sostituiti con gli equivalenti ma per alcuni la situazione è più complicata. In un ospedale a Firenze sospesa la chemioterapia a 25 malati

Dagli antivirali agli antistaminici, ma anche antibiotici, alcuni antitumorali biologici, antiallergici. In tutta Europa c'è una emergenza che riguarda l'approvvigionamento di medicinali. "Il problema della carenza di farmaci è emergenziale e riguarda centinaia, se non migliaia di prodotti, in tantissimi paesi dell'Unione Europea" ma "le cause ancora non sono chiare".

Situazione mai verificata

Lo ha denunciato il direttore generale dell'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) Luca Li Bassi, intervenendo durante la tavola rotonda dell'Assemblea Pubblica di Farmindustria. Il problema delle carenze, ha spiegato Li Bassi, è stato riaffrontato anche dal cda di dell'Agenzia Europea del Farmaco (Ema). “È una situazione che non si è mai verificata a livello europeo" e "tantissimi Paesi riportano questo problema, da nord a sud da est a ovest. Non solo l'Italia, ma anche Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria, Slovenia". "Tutti riconoscono che sta aumentando in modo esponenziale e in tutti i paesi e non abbiamo la percezione giusta delle ragioni che portano a questa dinamica", ha affermato il direttore. Tra le cause ci sarebbero a quanto pare problemi produttivi o commerciali ma anche la cessata commercializzazione temporanea o permanente. La gran parte di questi medicinali è però sostituibile con altri analoghi.

Gli equivalenti

"I pazienti non devono allarmarsi, ma resta alta la preoccupazione per alcune tipologie di farmaci che, invece, non hanno possibili equivalenti o sostitutivi di emergenza", ha dichiarato all'Ansa il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Silvestro Scotti.

Il caso di Firenze

All'indomani dell'istituzione di un tavolo ad hoc da parte del Ministero della Salute, si segnalano casi preoccupanti come quello dell'Ospedale Careggi di Firenze, dove è stata interrotta la chemio a 25 malati. Se nelle settimane scorse a suscitare la protesta di pazienti e medici era stata la carenza del farmaco per il Parkinson, poi risolta, oggi a suscitare l'allarme è l'esaurimento scorte di mitomicina, chemioterapico per il trattamento del tumore alla vescica, registrato all'ospedale fiorentino. Tanto da spingere la Regione Toscana "a cercare la molecola anche all'estero" e a far ricorso alla procura.

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