Case container per combattere l'emergenza abitativa

Barcellona, famosa in tutto il mondo per le meraviglie architettoniche, ha dato il via alla costruzione di piccoli appartamenti in materiali metallici da destinare alle famiglie sfrattate o che non possono permettersi di pagare l’affitto

Per il momento si tratta solo di dodici piccoli appartamenti destinati ad alleviare la dura emergenza abitativa della città catalana, la cui popolazione più povera si trova schiacciata tra gli affitti costosi e il rinnovamento urbanistico, che fa salire ancora di più i prezzi delle case. Ma tanto è bastato per scatenare il dibattito tra gli abitanti di Barcellona, meta famosa in tutto il mondo per gli amanti dell’architettura. La città di Gaudì si prepara infatti ad ospitare le prime case container proprio a due passi dalla Rambla, dove il celeberrimo architetto catalano ha saputo esprimere il meglio delle sue capacità artistiche in stile modernista.

Il progetto

Barcellona ha iniziato a installare le sue prime case container nel tentativo di fornire alloggi di emergenza per le persone che sono state sfrattate o che non possono permettersi una fissa dimora. I lavori sono iniziati la scorsa settimana sulla Carrer Nou de Sant Francesc, una stradina nel quartiere densamente popolato di Ciutat Vella (città vecchia).

L’idea dei container era stato inizialmente respinta dall’amministrazione comunale per paura che gli inquilini si sentissero segregati in quelle che molti definiscono “scatole di sardine”. Tuttavia, con oltre mille persone nella lista d’attesa per gli alloggi d’emergenza, il progetto è stato ripreso in considerazione e approvato.

Costi e caratteristiche 

Gli appartamenti saranno costruiti secondo gli stessi standard delle abitazioni convenzionali, con un buon isolamento termico e acustico, riscaldamento e, assicurano gli addetti ai lavori, quando il lavoro sarà completato non saranno nemmeno riconoscibili come container. Il costo totale dell’operazione sarà di circa 940mila euro.

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