Ema, un giudice olandese deciderà sulla disputa tra Amsterdam e Milano

La Corte Ue ha assegnato a Marc van der Woude il ricorso presentato dal Comune. Renzi: “Spero sia una fake news”. Sala: “Andiamo avanti”

© European Communities , 2009 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Emile Pol

Non che ci siano molte speranze per l'Italia. Ma sapere che ad arbitrare la disputa tra Milano e Amsterdam per l'assegnazione della sede dell'Elma, l'Agenzia Ue del farmaco, sarà un giudice dei Paesi bassi sembra la classica beffa che si aggiunge al danno. La Corte europea di giustizia di Lussemburgo, infatti, ha assegnato all'olandese Marc van der Woude il ricorso presentato dal Comune di Milano per bloccare il trasferimento dell'agenzia da Londra ad Amsterdam.

Le polemiche italiane

I fatti sono noti: la capitale olandese non ha una sede pronta per ospitare l'Ema e, dopo varie traversie, ha affittato degli uffici provvisori per i funzionari Ue. Una possibilità, quella di una sede provvisoria, che era stata messa per iscritto in un allegato all'offerta, rimasto pero' secretato e di cui era a conoscenza, oltre al governo olandese, solo la Commissione europea. Da qui, polemiche, ipotesi di complotto e vive proteste italiche che hanno portato non a uno, ma a ben due ricorsi alla giustizia Ue: uno presentato dal Comune, l'altro da Palazzo Chigi. 

I ricorsi, a quanto si vocifera a Lussemburgo e a Bruxelles, non avranno l'esito che Milano spera. Ma ad aggiungere legna al fuoco delle polemiche ci ha pensato la Corte, con la scelta di van der Woude. Il governatore lombardo Roberto Maroni ha detto di essere “un po' incazzato”. Il segretario dem, Matteo Renzi, spera “che quella del giudice olandese chiamato a decidere sul ricorso sia una fake news. Neanche in Champions si può arbitrare una squadra della stessa nazione. Sulla partita Ema va fatta chiarezza”.  A smorzare i toni ci ha pensato il sindaco Beppe Sala, ha spiegato che l'assegnazione del giudice "dipende dalla turnazione che è già programmata, non mi attaccherei a quello", anche se "rimane il fatto che ogni giorno ne succede una nuova". 

La missione del Parlamento

In effetti, come confermano da Lussemburgo, la scelta di van der Woude non è stata arbitraria, ma è il frutto di una normae turnazione. Per questo, come ribadito da fonti Ue all'Ansa, la nazionalità del giudice da un punto di vista legale "non è un argomento che si può spendere" per ricusarlo. 

Intanto, il Parlamento europeo si prepara alla missione ispettiva ad Amsterdam, prevista per il 22 febbraio con lo scopo di valutare la situazione della sede provvisoria e i lavori relativi al Vivaldi building, ossia il palazzo che dovrà ospitare in via definitiva l'Ema: “Non è in gioco una partita tra l'Italia e l'Olanda, è in gioco l'operatività dell'Agenzia europea del farmaco, che dev'essere garantita. Se non ci dovessero essere le condizioni in Olanda per garantirla, allora si aprirà un'altra partita, che si giocherà dopo”, ha preannunciato Giovanni La Via, europarlamentare del Ppe e a capo della missione ispettiva dell'Eurocamera. 

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