Ema, sorteggio indigesto. Salvini e Pd se la prendono con le regole di Bruxelles

Ma le norme erano state votate all'unanimità da tutti i 27 paesi membri. Italia compresa

© European Union 2016 - Source : EP

Il sorteggio è rimasto indigesto. A Milano innazitutto, che a causa di una pallina ha perso la possibilità di ospitare l'Ema, l'Agenzia Ue del farmaco. E anche alla politica italiana, dal leader della Lega Nord Matteo Salvini al Pd, che, a urne chiuse, se la prendono con il regolamento europeo che ha condannato il capoluogo lombardo (ma poteva andare male anche ad Amsterdam).

A lanciare la prima pietra è stato Salvini, cosi' arrabbiato per la sconfitta della sua Milano che ha persino minacciato di voler rinegoziare i versamenti italiani all'Ue. Chiaramente se e quando sarà al governo: “Siamo il terzo contribuente dell'Ue – ha detto alla Stampa - e ogni anno diamo più soldi di quanti ne riceviamo. Il prossimo anno si ridiscuterà la politica agricola e lì mostreremo fermezza. Altrimenti tutto andrà avanti al solito modo: sull'immigrazione ci lasciano soli, sul commercio si premiano gli interessi dei paesi del Nord e le agenzie europee le estraggono a sorte". E sul fatidico sorteggio sull'Ema, Salvini è convinto che questo sia "il sintomo di un'Unione europea che applica regolamenti astrusi perché in realtà non vuole prendersi la responsabilità di scegliere".

La sortita di Salvini non sorprende più di tanto. Cosi' come non sorprendono le accuse mosse all'Ue da Giorgia Meloni e da diversi esponenti di Fi: il senso è sempre lo stesso, l'Ue non sa decidere e l'Italia ne piange le conseguenze. Sull'Ema come sui migranti.

Stupisce, invecela presa di posizione degli eurodeputati del Pd, che hanno persino scritto una lettera indirizzata ai massimi vertici Ue (il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e il presidente del Parlamento Antonio Tajani): “I mercanteggiamentì a porte chiuse tra governi nazionali e i sorteggi non possono essere dei sistemi accettabili per un'Unione europea che voglia conquistare la fiducia dei cittadini", si legge nella missiva. 

La rabbia del giorno dopo la sconfitta sull'Ema, insomma, non sembra aver colore politico. Rabbia comprensibile. Lo è meno, pero', la motivazione alla base, ossia il sorteggio finale con cui è stata scelta Amsterdam. Come ha ricordato oggi la Commissione Ue, infatti, tale modalità era stata presa "dai 27 ministri dei governi secondo un sistema deciso all'unanimità". Italia compresa. 

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