Ema, Amsterdam svela le carte. Ma Sala e Lorenzin non ci stanno 

Il governo olandese, dopo le polemiche italiane, pubblica i documenti secretati in occasione della presentazione della candidatura. Le possibili sedi provvisorie erano state nascoste per evitare speculazioni sui prezzi. Ma per la ministra della Salute i Paesi Bassi hanno fatto il “pacco”

Il Vivaldi building, la sede dell'Ema in via di costruzione ad Amsterdam

Il governo olandese svela le carte. E la sensazione a Bruxelles è che l'Italia rischi di fare una magra figura. Già, perché il tanto sbandierato “giallo” della nuova sede dell'Ema, l'Agenzia Ue del farmaco, assegnata ad Amsterdam a scapito di Milano, giorno dopo giorno perde sempre più i contorni di un “misterioso complotto” ai danni del Belpaese. Rivelandosi per quel che è: una normale procedura di concorso. 

Ipotesi di complotto

Ma andiamo per ordine: nelle ultime settimane, anche attraverso rivelazione dei media, l'Olanda era stata accusata di essere in ritardo nella costruzione della nuova sede dell'Ema e di aver nascosto, grazie alla “complicità” della Commissione europea, il problema logistico nella candidatura presentata a Bruxelles. In sostanza, Amsterdam non avrebbe avuto le carte in regola per partecipare all'assegnazione dell'agenzia. Da qui il doppio ricorso italiano, quello del Comune di Milano e quello del governo. 

L'Olanda, dal canto suo, ha sempre professato la propria correttezza, sostenendo di aver indicato che i tempi di costruzione del Vivaldi building, la struttura che ospiterà l'Ema, sarebbero stati lunghi e che, vista l'urgenza del trasferimento degli uffici da Londra, avevano indicato nella candidatura possibili soluzioni provvisorie. Fino a oggi, pero', questa parte dell'offerta (contenunta in un allegato) era stata secretata, in accordo con la Commissione Ue. Per quale motivo? 

L'Olanda svela il "giallo"

La risposta è arrivata ieri sera da Amsterdam, proprio nel giorno in cui il Parlamento europeo ha deciso di inviare una missione di eurodeputati a verificare lo stato dell'arte nella capitale olandese: in sostanza, il tanto contestato allegato era stato nascosto per evitare speculazioni sui prezzi di affitto.

Nell'allegato, infatti, si descrivono due possibili sedi che avrebbero potuto ospitare temporaneamente l'Ema, in attesa della costruzione e del completamento della sede permanente. Le due possibili sedi, entrambe nei pressi del Vivaldi Building, sono state successivamente scartate dall'Ema, che ha optato per lo Spark Building, ubicato a Sloterdijk, in un'altra zona della capitale olandese.  

L'allegato riservato, spiega un portavoce del governo dell'Aja, contiene "informazioni importanti circa le, all'epoca, possibili sedi temporanee per l'Ema. Allora si trattava di informazioni sensibili per il mercato, dato che il governo non voleva fare nomi, per evitare che i prezzi (dell'affitto che i proprietari avrebbero potuto richiedere, ndr) salissero" come conseguenza. "Ora che il contratto di affitto temporaneo è stato firmato - continua il portavoce - l'informazione non è più riservata. Per questo abbiamo pubblicato l'allegato". I due edifici descritti nel documento "sono stati visitati da una delegazione dell'Ema", che li ha scartati. Su richiesta dell'agenzia "è proseguita la ricerca per un'altra sede, dato che l'Ema aveva trovato le sedi inadatte. Lo Spark Building rispetta gli standard" richiesti dall'agenzia, secondo il portavoce.

"Dato che queste opzioni non sono pubbliche e che finora non è stato siglato alcun contratto d'affitto, è essenziale - spiega il governo olandese - che le informazioni contenute in questo allegato siano mantenute riservate, per evitare possibili speculazioni di mercato e il conseguente aumento dei prezzi per l'affitto degli edifici identificati".

Amsterdam paga i ritardi di tasca sua

Dunque, nessun complotto Ue pro-Olanda. Solo buon senso, dato che un'eventuale aumento dei costi di affitto avrebbe gravato sulle casse non solo olandesi, ma europee, e pertanto di tutti i contribuenti. Non solo: per alleviare i pesi finanziari a carico dell'Ue, come si legge nell'offerta, "il governo olandese offre all'Ema un incentivo finanziario una tantum di 18 milioni di euro, per assicurare un trasloco senza impedimenti dell'Ema in Olanda e per compensare la duplicazione dei costi durante il periodo di transizione, come avere degli uffici temporanei”. 

Sala e Lorenzin non ci stanno

Bastano queste rassicurazioni per l'Italia? “Amsterdam ha fatto un pacco”, insiste la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala sospetta “che la sede transitoria che propongono non fosse presente nel dossier”. Si è vero, la sede transitoria “scelta” alla fine dall'Ema non era nel dossier. “Ma solo in Italia si puo' credere che questo possa portare a una clamorosa riassegnazione della sede dell'agenzia”, dicono a Bruxelles. 

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