Ema, Amsterdam ammette i ritardi: “Sede non sarà pronta per il giorno del trasloco da Londra”

L'Agenzia Ue del farmaco dovrebbe trasferirsi a gennaio 2019, ma i nuovi uffici non saranno pronti prima di novembre di quell'anno. Nell'attesa, la capitale olandese metterebbe a disposizione dei locali temporanei. E in Italia c'è chi chiede a Bruxelles di rivedere la decisione. Maroni: “Il Pirellone è pronto”

Il completamento del “Vivaldi Building” di Amsterdam, l'edificio pensato dall'Olanda come il nuovo quartier generale dell'Agenzia europea del farmaco Ema, è previsto “per il novembre 2019”. Dopo le voci dei giorni scorsi, dunque, il governo olandese ha confermato i ritardi nei lavori per la costruzione dei nuovi uffici, che a partire dal 1 gennaio 2019 dovevano ospitare ii funzionari dell'Ema trasferitisi da Londra.

Amsterdam aveva ottenuto l'assegnazione dell'ambita Agenzia Ue, che lascerà il Regno Unito a seguito della Brexit, al termine di una serrata competizione con Milano, risoltasi solo con un sorteggio. Proprio per questa ragione, nei giorni scorsi due eurodeputate italiane, Patrizia Toia (Pd) ed Elisabetta Gardini (Forza Italia) avevano scritto alla Commissione europea chiedendo di rivedere la decisione. Cosa che al momento sembra poco probabile.

Nel dossier presentato a sostegno della sua candidatura, infatti, Amsterdam aveva preannunciato possibili ritardi nel completamento della nuova struttura, dichiarando che a ogni modo la sede sarebbe stata “pienamente operativa” entro il terzo trimestre 2019, ossia entro settembre, con l'impegno a consegnare il centro conferenze e alcuni luoghi di lavoro entro il 1 aprile 2019 e la possibilità che la gran parte del personale faccia il suo ingresso nella nuova costruzione entro la fine dell'estate dello stesso anno. Stando a quanto dichiarato oggi, dunque, ci sarebbero due mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia indicata nel dossier. Un ritardo al quale gli olandesi provvederanno offrendo “locali temporanei all'Agenzia”. 

In questo momento, riferisce l'Ema, l'Agenzia e le autorità olandesi stanno lavorando a un Memorandum d'intesa. Inoltre i Paesi Bassi hanno allestito all'interno dell'ente un helpdesk permanente per guidare lo staff negli aspetti pratici del trasloco. Insomma, non sembrerebbe che Bruxelles sia preoccupata dalla situazione. Ma in Italia c'è chi tenta di giocarsi le ultime carte.

“Se Amsterdam non rispetta gli impegni per la nuova sede di Ema noi siamo pronti. Il Pirellone c'è”, ha detto il governatore lombardo Roberto Maroni. Si vedrà. Intanto, male che vada, gli italiani potranno consolarsi con il nome dato alla nuova struttura, quello del compositore veneziano Antonio Vivaldi.

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Commenti (3)

  • Ancora grazie agli spagnoli che con il loro voto a favore degli olandesi hanno fatto la differenza. Poi si predica invano di una auspicabile comunione di intenti tra paesi mediterranei, spesso “schiacciati” da una politica comunitaria “nordista”. Chissà cosa avranno avuto in cambio di questo loro decisivo voto, in quel “mercato delle vacche”, che in alcuni casi appare la UE.

  • I nostri politici erano troppo distratti per pensare ad altri maneggi

  • A questo punto speriamo che gli olandesi si comportino come gli italiani, ovvero che fissino una data di consegna e poi non la rispettino. Ma sarà dura.

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