E-cigarette nella bufera negli Usa. E in Europa?

La sigaretta elettronica avrebbe causato 450 casi di patologie polmonari e sei vittime negli Stati Uniti, numeri che hanno convinto Trump a chiedere restrizioni. Mentre i Paesi Ue vanno verso la direzione opposta

In arrivo il giro di vite imposto da Donald Trump contro i liquidi alla nicotina aromatizzati dopo che le autorità sanitarie americane hanno diffuso dati preoccupanti legati al consumo della sigaretta elettronica. Sei decessi e 450 casi di patologie polmonari diagnosticate su altrettanti pazienti, tutti fumatori del “bionda” di nuova generazione, hanno convinto la Casa Bianca a prendere provvedimenti restrittivi. Dall’altra parte dell’oceano Atlantico, pur in assenza di dati “epidemici” come quelli che hanno fatto balzare sulla sedia le autorità sanitarie statunitensi, c’è chi comincia a chiedersi se la mancanza di casi patologici rilevanti sia dovuta alla vera assenza di malati o alla carenza di controlli.

Registrare le patologie

Un sistema di segnalazione e raccolta dei dati sanitari di questo tipo è ancora in fase di progettazione a livello europeo, dove le autorità mediche continuano a far riferimento a organismi nazionali. Alcuni esperti europei affermano che non c’è comunque alcun motivo di pensare che l’Europa sia immune dai rischi per la salute riscontrati in America. 

I giovani e la sigaretta elettronica

La messa al bando dei liquidi aromatizzati negli Usa evidenzia il vero rischio riscontrato dalle autorità, quello che molti giovani e giovanissimi non fumatori inizino a far uso della sigaretta elettronica perché attratti dai sapori particolari delle fragranze che nascondono il contenuto che provoca dipendenza: la nicotina. Le e-cigarette a stelle e strisce ne contengono molta di più rispetto alle loro gemelle europee, regolamentate da una Direttiva Ue che impone il limite di 20 mg/ml

Le regole Ue

“Questa concentrazione ha dimostrato di essere adeguata per la maggior parte dei fumatori che usano una sigaretta elettronica per sostituire il fumo”, si legge in un volantino di Bruxelles diffuso per fare chiarezza sui limiti imposti dalle regole europee. Al momento dell’approvazione della Direttiva, l’Ue finì infatti sotto accusa da parte di consumatori e lobby delle sigarette elettroniche. “Studi recenti suggeriscono che le sigarette elettroniche sono sempre più utilizzate dai non fumatori e dai giovani”, scriveva la Commissione, “ad esempio, uno studio francese del 2013 ha rivelato che il numero di studenti parigini che fanno uso di sigarette elettroniche è raddoppiato in un anno raggiungendo il 18%”.

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