“Droni e satelliti per salvare i migranti in mare”, gli obiettivi della ong tedesca Space Eye

Secondo il fondatore: “L’Europa sta usando il Mediterraneo come il fossato di un castello e fa affogare tutti coloro che cercano di attraversarlo”. Un team di ricercatori spera di mettere a punto un sistema di intelligenza artificiale per individuare i barconi

Un gruppo di attivisti per i diritti umani e ricercatori sensibili al tema delle morti di migranti nel Mediterraneo hanno dato il via a un’intensa attività di studio e sperimentazione finalizzata a individuare i barconi usando immagini satellitari. Utilizzando sistemi di intelligenza artificiale, i membri della ong tedesca Space Eye sperano di far luce sulla “gigantesca area grigia in cui vengono commessi crimini terribili da trafficanti di migranti o altre navi che negano ogni aiuto a chi è in difficoltà”, afferma Michael Buschheuer, uno dei fondatori del progetto.

Il continente fortezza

“L'Europa sta usando il Mediterraneo come l’enorme fossato di un castello e fa affogare tutti coloro che cercano di attraversarlo”, dichiara Buschheuer, imprenditore bavarese che nel 2016 - riferisce il sito di notizie Politico - ha partecipato a una missione di soccorso nel Mediterraneo, in aiuto delle imbarcazioni in pericolo. Con la stretta sulle attività delle navi degli attivisti, Buschheuer, assieme ad altri attivisti, si è preoccupato di trovare un modo per mantenere uno sguardo indipendente sul mare che separa i due continenti.

Il sistema di intelligenza aritificiale

La squadra di attivisti e ricercatori ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale capace di individuare barconi dalle foto dei satelliti. Iniziando a testare il meccanismo con immagini presenti nei database ad accesso libero, sono riusciti a replicare la capacità dell’occhio umano di individuare le caratteristiche comuni a tutte le imbarcazioni della tipologia utilizzata dai trafficanti di esseri umani.

Droni e satelliti per scopi solidali

Messo a punto il sistema, la ricerca si concentra ora sulle immagini abbastanza dettagliate e aggiornate per monitorare il Mediterraneo. L’ong fa sapere di essere in contatto con dei provider commerciali di foto satellitari. Nella primavera del 2019, gli attivisti hanno messo in funzione anche un drone nel cielo di Malta. Da allora, i test sono continuati sulle immagini del velivolo senza pilota. L’obiettivo nel breve periodo è quello di essere in grado di ‘sorvegliare’ dal cielo le attività delle ong ancora presenti in mare, per agevolarne il lavoro di ricerca e salvataggio di migranti in difficoltà. 

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