Discriminazione positiva e stop alle barriere, il Parlamento Ue approva la Strategia sulla disabilità

Favorire l'occupazione e l'accesso alla formazione. Una persona su sei è disabile nella Ue, ha meno ingressi e deve sostenere spese maggiori.

© European Union 2008 - EP

Un'Europa senza ostacoli per i portatori di handicap. E' questo l'obiettivo della revisione della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 approvata dal Parlamento Ue con 529 voti a favore, 28 contrari e 45 astensioni. La relazione, voluta fortemente dall'eurodeputata belga del gruppo dei Conservatori Helga Stevens, sordomuta, chiede, tra le varie cose, che vengano attuate misure di 'discriminazione positiva' sul mercato del lavoro per le persone con disabilità, di rimuovere tutte le barriere nella partecipazione all'istruzione e alla formazione e di rendere accessibile a tutti il numero di emergenza unico europeo 112.

La Strategia europea sulla disabilità

L’obiettivo generale della Strategia è quello di far sentire le persone con disabilità incluse a tutti i livelli della società, con una promozione dell’accessibilità e della possibilità di partecipare in maniera uguale in tutte le aree della vita quotidiana. Ciò implica un tasso di occupazione più elevato e un’educazione inclusiva. Sono inoltre necessari un’assistenza medica adeguata e una protezione sociale rinforzata.

La Strategia sulla disabilità è stata adottata nel 2010 per mettere in pratica la Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, un trattato sui diritti umani vincolante a livello internazionale. Al centro della Strategia e della Convenzione ci sono i cittadini che vivono con una disabilità: devono essere in condizione di esercitare i propri diritti come tutti. L’Ue e gli stati membri sono tenuti, quindi, a mettere in pratica gli obiettivi della Convenzione delle Nazioni unite. Tutte le leggi UE, esistenti o future devono essere linea con la Convenzione.

Misure pratiche

La relazione presentata da Stevens chiede che ci siano dei requisiti minimi di accessibilità per gli spazi pubblici, percentuali minime di impiegati con disabilità nel settore pubblico e nel settore privato. L’educazione deve inoltre essere inclusiva e questo deve riguardare anche l’accessibilità a programmi europei quali l’Erasmus+.

Come ricorda Helga Stevens, le donne con disabilità sono discriminate due volte. Per questo la relazione chiede un’attenzione particolare per loro e per i bambini con disabilità.

ll IV Parlamento europeo delle persone con disabilità

Dopo la Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, il 6 si terrà il IV Parlamento Ue della persone con disabilità con centinaia di attivisti e delegati di organizzazioni da tutta Europa, parlamentari e rappresentati delle istituzioni UE si incontreranno per discutere la partecipazione dei disabili nella vita politica e pubblica. L’evento sarà trasmesso in diretta.

I disabili in Europa

Nell’Ue una persona su sei maggiore di 15 anni vive con una qualche forma di disabilità. Con l’invecchiamento della popolazione questi numeri sono destinati a salire. Il tasso di povertà per i disabili è il 70% più alto rispetto alla media della popolazione, con guadagni inferiori e tassi di disoccupazione più elevati. Una categoria di persone che, inoltre, è chiamata a sostenere spese maggiori. Oltre ai problemi economici e sanitari, c’è lo stigma della discriminazione, di pregiudizi e di barriere che impediscono alla persona disabile di partecipare come potrebbe alla vita sociale ed economica della Ue.

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