Difesa Ue, l’Italia guiderà lo sviluppo di navi da guerra e aerei senza pilota

Via libera di Bruxelles a 13 nuovi progetti di cooperazione militare. Il comparto bellico italiano si aggiudica un ruolo anche nelle attività antimissilistiche e nella protezione dalle minacce chimiche, nucleari e batteriologiche

Foto Ansa (Ministero della Difesa/ Marina militare)

È stato già ribattezzato “l’Airbus dei mari” il prototipo di nave militare sviluppato dall’italiana Fincantieri e dalla francese Naval Group, che si è aggiudicato un posto tra i 13 nuovi progetti Pesco (Cooperazione strutturata permanente per la difesa Ue), finanziati dai 25 Paesi che prendono parte al piano d’integrazione militare europeo (tutti gli Stati Ue tranne Regno Unito, Danimarca e Malta). Nel complicato scacchiere geopolitico internazionale, l’Europa cerca di dare una risposta alla crescente esigenza di difesa autonoma da affiancare - rassicurano i leader Ue - a quella offerta dalla Nato, definita una “cerebralmente morta” dal presidente francese Emmanuel Macron

La caduta dell'Urss e la voglia di difendersi da soli

Seppure gli altri leader, a partire da Angela Merkel e Donald Trump, si siano affrettati a rassicurare sulla coesione dell’Alleanza atlantica, la voglia dell’Ue di difendersi da sola - affermata per la prima volta a inizio dicembre del 1991 al Consiglio europeo di Maastricht, in contemporanea con il disfacimento dell’Unione Sovietica - si avverte sempre più forte nelle dichiarazioni e, soprattutto, nei finanziamenti al comparto bellico dei Paesi Ue. 

Nuovi piani di difesa Ue

Il numero totale di programmi di cooperazione militare sale così a 47, di cui 10 sono a guida francese, 9 italiana e 7 tedesca. Oltre al ruolo protagonista sulle grandi navi, l’Italia si assicura la leadership nel progetto sull’aeronautica RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems, sistemi aerei a pilotaggio remoto), con il compito di stabilire le procedure d’integrazione dei velivoli senza pilota nell'affollato spazio aereo europeo. 

Ruolo italiano negli altri programmi

Il comparto bellico italiano avrà un ruolo anche nel programma a guida francese per la difesa dei cieli europei dai missili balistici e nelle attività di formazione, coordinate dalla Romania per la formazione di reparti speciali. Questi ultimi si occuperanno delle minacce chimiche, nucleari e batteriologiche, utilizzando le infrastrutture già esistenti per le esercitazioni di “specialisti e piccole unità”.

LEGGI ANCHE: L'Ue apre la prima scuola di spie. E l'Italia guiderà la difesa anti-droni e spaziale

Addestramento, difesa marittima e attacchi informatici

Tra gli altri progetti approvati dai ministri degli Esteri dell’Ue ben cinque sono focalizzati sull’addestramento di nuove unità, quattro nell’aiuto e supporto alle forze armate già esistenti. Due, tra cui il progetto a guida italiana, riguardano le capacità di difesa marittima, mentre gli ultimi due programmi riguardano i sistemi antimissilistici e il coordinamento nella difesa da attacchi informatici.

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