Dieselgate, si apre in Germania il maxi-processo: “470mila persone contro Volkswagen”

Quattro anni dopo lo scandalo, al via la prima udienza. Tra i presunti truffati, c’è chi spera in un risarcimento che copra l’intero prezzo del veicolo. Nel mentre, arriva anche la multa di 870 milioni di euro per il gruppo Daimler (Mercedes-Benz)

Si è aperta nella città di Braunschweig la prima udienza del processo Dieselgate, che vede da una parte centinaia di migliaia di presunti truffati e dall’altra la casa automobilistica tedesca Volkswagen. Sono ben 470 mila le persone che pretendono un risarcimento per aver acquistato veicoli con irregolarità nel motore che hanno consentito alle vetture incriminate di inquinare molto di più su strada rispetto a quanto dichiarato dai test in laboratorio. Alla base della truffa sulle emissioni ci sarebbe la richiesta, avanzata da varie vittime dello scandalo, di ottenere un risarcimento pari all’intero costo iniziale della vettura. 

La battaglia legale appena cominciata

A rappresentare i ricorrenti è la federazione delle associazioni di consumatori tedesca, la Vzbv, che si prepara a una lunga battaglia legale che porterà quasi certamente all’ultimo grado di giudizio di fronte alla Corte di cassazione federale. Volkswagen infatti si difende sostenendo che i veicoli, pur coinvolti nello scandalo dei test manipolati per farli apparire meno inquinanti, sono ben utilizzabili e sicuri. I consumatori fanno leva invece sulla perdita di valore dell’usato e dunque sul danno economico ricevuto.

Le richieste dei clienti

“Vorrei che la Volkswagen rimborsasse il prezzo di acquisto”, afferma Andreas Sarcletti, un cliente di Hannover. “Ma temo che il processo richiederà molto tempo”. “Siamo fiduciosi delle nostre possibilità di successo, perché la Volkswagen ha compiuto una frode”, assicura prima dell’udienza Ralph Sauer, avvocato della Vzbv.

Guai anche per Daimler

Nei guai in queste settimane è finita non solo Volkswagen, ma anche l'altro gigante automobilistico tedesco Daimler (proprietario dei marchi Mercedes-Benz, Smart e tanti altri) che ha accettato di pagare una multa di 870 milioni di euro comminata dal Tribunale di Stoccarda e non presenterà ricorso contro l'accusa di aver immesso sul mercato decine di migliaia di veicoli diesel che violavano le norme sulle emissioni.

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