Oltre 1.600 italiani detenuti in un altro Paese Ue. Il governo li aiuta con una guida

Preoccupano i 500 che si trovano in carceri al di fuori dell'Unione: anche 100 persone per cella, limitazioni basilari dei diritti e condizioni sanitarie precarie. Ecco i consigli della Farnesina

Una prigione in Brasile

Uno dei casi più eclatanti è stato quello di Denis Cavatassi, detenuto per sette anni in Thailandia e condannato nel 2016 alla pena di morte con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio del suo socio, Luciano Butti, morto nel 2011. Cavatassi è poi stato assolto dalla Corte Suprema tailandese e adesso è tornato in Italia. Ma nelle carceri di tutto il mondo restano ancora circa 2.100 italiani, di cui ben 1.600 in altri Paesi Ue. Per loro, il governo ha deciso di realizzare una guida pratica per far fronte a situazioni che spesso ledono i basilati diritti umani.

A destare le maggiori preoccupazione sono i 500 detenuti al di fuori dell'Unione europea. Su di loro il governo ha raccolto "dati inquietanti", che confermano condizioni insostenibili: "carceri con 100 detenuti per cella, casi di limitazioni basilari dei diritti, come quelle imposte alle visite dei familiari, l'impossibilità per detenuti in condizioni sanitarie che vanno affrontate con estrema attenzione di accedere alle visite mediche", spiega il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano

Le condizioni migliorano quando il carcere è all'interno dell'Ue, ma anche in questi casi non mancano le criticità: le difficoltà maggiori, spiega sempre Di Stefano, sono rappresentate spesso "dalla mancata conoscenza della lingua locale, da una cultura diversa dalla nostra, dalla lontananza dalle famiglie e dagli affetti".

A questo proposito, ha ricordato il sottosegretario, "la rete diplomatica consolare è a disposizione dei detenuti e dei loro cari" e "le nostre ambasciate possono fornire informazioni sulla possibilità di interagire con i detenuti, fargli pervenire denaro in carcere, seguire e monitorare le vicende giudiziarie, e seguire direttamente in tribunale le udienze". Per aiutare ulteriormente i detenuti italiani all'estero, il governo ha realizzato una guida che potrà essere scaricata gratuitamente dal sito della Farnesina: servirà, dice Luigi Maria Vignali, direttore generale del ministero, "per rendere più semplice ciò che in certe situazioni sembra difficile: quali numeri d'emergenza chiamare, quali avvocati di fiducia dell'ambasciata è possibile interpellare, come capire quali sono i diritti dell'imputato".

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