“Deriva ideologica gender”, FdI spiega perché ha detto ‘no’ al testo contro la violenza sulle donne

Secondo Procaccini la risoluzione votata da Lega, M5s, Pd e metà Forza Italia “stravolge i principi della Convenzione di Istanbul", e "introduce una incredibile serie di categorie e sottocategorie sessuali”

Nicola Procaccini © European Union 2019 - Source : EP Vincent VAN DOORNICK

“Un testo impregnato di ideologia gender”. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini torna sul voto di giovedì pomeriggio per spiegare i motivi che hanno spinto la sua delegazione, assieme all’intero gruppo parlamentare dei Conservatori e Riformisti, a votare contro la risoluzione che obbliga tutti i Paesi Ue a ratificare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. Parlando con Europa Today, l’ex sindaco di Terracina sostiene che il testo approvato dalla maggioranza dell’Aula “è il tentativo riuscito di stravolgere i principi della Convenzione di Istanbul, che rappresenta invece una delle più importanti conquiste per le donne di tutto il mondo”.

In difesa dei diritti umani

La Convenzione firmata in Turchia nel 2011, prosegue Procaccini, “sancisce il principio universale che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani” e fa sue le parole della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, pronunciate nella dichiarazione di voto favorevole di FdI alla ratifica del testo alla Camera dei deputati. 

L'articolo che non piace a Fratelli d'Italia

“Purtroppo - prosegue il parlamentare di Fdi - con la risoluzione proposta dalla sinistra e approvata a larga maggioranza, si passa dal principio di tutela delle donne sotto il profilo legislativo e in materia di prevenzione e protezione, a un testo impregnato di ideologia gender che introduce una incredibile serie di categorie e sottocategorie sessuali, un vero e proprio tradimento della convezione di Istanbul e simbolo della deriva ideologica del Parlamento Europeo”.

Come specificato in un post su Facebook, il deputato si riferisce all'articolo 12 della risoluzione nel quale l'Eurocamera "ribadisce il suo invito alla Commissione a rivedere, in seguito a una valutazione d'impatto, la decisione quadro dell'Ue sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale attualmente in vigore, al fine di includervi l'incitamento all'odio sulla base del genere, dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere e dei caratteri sessuali". "Sto impazzendo nel tentativo di capire la differenza tra le quattro definizioni", ammetteva Procaccini nello stesso post in cui annunciava il voto contrario di Fratelli d'Italia.

La Lega vota con Pd e M5s

Il testo - che vede come primi firmatari i deputati Popolari Arba Kokalari, Bartosz ArlukowiczFrances Fitzgerald - è stato approvato da 500 europarlamentari, inclusi tutti i presenti del Partito democratico, del Movimento cinque stelle, due esponenti di Forza Italia e l’intera delegazione della Lega. Quest’ultima forza politica, dopo essersi vista bocciare la propria proposta di risoluzione, ha comunque deciso di sostenere il testo portato in Aula dalla maggioranza.

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