La democrazia in Italia? Più debole che in Botswana e Capo Verde

E' quanto emerge dal Democracy index 2019 elaborato dall'Economist. In tutto il mondo aumentano i regimi autoritari. E anche noi facciamo passi indietro: "Cultura politica sottosviluppata. La Lega è un rischio"

Momenti di tensione alla Camera

La democrazia in Italia è "imperfetta". E nel confronto con il resto del globo risulta più debole che in Paesi africani come Botswana, Capo Verde o Mauritius. Mentre all'interno dell'Unione europea, solo 7 Stati fanno peggio, tra cui Ungheria e Polonia. E' quanto emerge dal Democracy index elaborato dall'autorevole quotidiano Economist.

Come si misura la democrazia

L'indice è calcolato sulla base di 60 indicatori, raggruppati in cinque categorie: processo elettorale e pluralismo; libertà civili; funzionamento di governo; partecipazione politica; e cultura politica. In base a questi indicatori, viene stilata una classifica mondiale che raggruppa i Paesi in 4 classi: piena democrazia, democrazia imperfette, regimi ibridi e regimi autoritari. L'Italia si trova per l'appunto nella seconda categoria, che comprende i Paesi che "hanno elezioni libere ed eque" e in cui "anche se ci sono problemi (come le violazioni della libertà dei media), le libertà civili di base sono rispettate. Tuttavia - spiega l'Economist - vi sono carenze significative in altri aspetti della democrazia, inclusi problemi di governance, una cultura politica sottosviluppata e bassi livelli di partecipazione politica".

La situazione dell'Italia

Nel ranking generale, l'Italia si piazza in 35esima posizione, con un punteggio in netto calo rispetto agli anni passati e che rappresenta il peggior score fatto registrare dal Belpaese dal 2006, ossia da quando il Democracy index è stato creato per la prima volta. Secondo l'Economist, a pesare sull'indebolimento della nostra democrazia sono soprattutto la bassa cultura politica e la precarietà del governo (i rispettivi punteggi sono quasi ai livelli dei regimi). Una situazione che, dice sempre l'Economist, potrebbe migliorare se il governo "sarà meno conflittuale con l'Ue e i partner europei". Al contrario, "le elezioni generali anticipate nel 2020 sono un rischio", soprattutto se il sostegno elettorale per "l'estrema destra, la Lega, rimane elevato".

La situazione nel resto del mondo

Guardando al ranking generale, emerge un dato preoccupante: la democrazia su scala globale ha raggiunto i livelli più bassi mai registrati dal 2006 a oggi. Nel 2019, solo il 5,7 per cento della popolazione mondiale vive in quella che potrebbe essere considerata una "piena democrazia". L'Europa, in questo, resta la culla della democrazia: il Paese più democratico al mondo è la Norvegia, seguita da Islanda e Svezia. Gli Stati Ue sono quasi tutti nella prima categoria (gli Stati Uniti invece sono nella seconda). Tra le democrazie "imperfette" dell'Ue ci sono, oltre l'Italia, anche Malta, Repubblica ceca, Slovenia, Lituania, Lettonia, Grecia, Slovacchia, Romania, Ungheria, Polonia e Croazia.    

La Polonia è tra i Paesi dove la democrazia si è indebolita di più negli ultimi anni: "Il partito nazionalista conservatore al potere (il PiS, alleato al Parlamento europeo di Fratelli d'Italia) ha continuato i suoi sforzi per trasformare il Paese in una democrazia illiberale, anche vincolando l'indipendenza della magistratura e consolidando la proprietà dei media nelle mani polacche", si legge nel report dell'Economist.

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