“Con debito fuori controllo aiuti Ue e cambio di governo in Italia”

Le previsioni del presidente dell'Ifo, Clemens Fuest, molto autorevole in Germania. Il Movimento 5 Stelle: “I governi li decidono i cittadini e non qualche nostalgico di Monti o Fornero”

L'Italia è un Paese troppo grande per fallire, e se dovesse avere dei problemi a risanare il suo debito l'Ue dovrebbe intervenire in soccorso del Paese e sarebbe necessario un cambio di governo. Sono le previsioni del presidente dell'Ifo, Clemens Fuest, uno degli economisti più ascoltati in Germania. Incontrando i giornalisti a Bruxelles ha spiegato che se l'Italia avesse difficoltà a rifinanziare il suo debito pubblico, allora a livello Ue si dovrebbe trovare una "qualche maniera per andare avanti", cosa che comporterebbe una "qualche forma di sostegno" e "un cambiamento di governo" in Italia.

Le reazioni dei mercati

"Abbiamo visto relativamente poco contagio finora”, ha affermato Fuest rispondendo ad una domanda, ma “le reazioni dei mercati dei capitali sono state per lo più concentrate sull'Italia. Naturalmente, se succede qualcosa, se l'Italia ha delle difficoltà a rifinanziare il suo debito, penso che ci sarà una discussione su come questa cosa può essere affrontata insieme. Semplicemente perché l'Italia è troppo grande per fallire".

Crisi provocata dal governo

"Naturalmente – ha continuato - ci saranno enormi resistenze politiche contro qualsiasi forma di sostegno, nei Paesi nordici, semplicemente perché c'è la percezione che questa crisi, se arriva, sarà causata dal governo italiano. Non è venuta da fuori, ma provocata. Ma l'Italia è un Paese molto grande e molto importante e ci sarà una qualche maniera di andare avanti, cosa che comporterà anche direi una qualche forma di sostegno e probabilmente anche un cambiamento del governo italiano”. Per l'economista si tratta di “uno scenario probabile", nel caso si dovessero verificare difficoltà di rifinanziamento del debito.

Insorge il M5S

Le dichiarazioni dell'economista non sono andate a genio al Movimento 5 Stelle. “Inopportune e fuori luogo”, le ha bollate il vicepresidente del Parlamento Massimo Castaldo aggiungendo: “In democrazia i governi li decidono i cittadini e non qualche economista tedesco nostalgico di Monti o Fornero”. Le politiche di rientro del debito pubblico “dipendono dall’andamento del saldo primario”, che “nel caso dell’Italia è previsto all’1,3% il prossimo anno, dalla crescita reale del Pil e dal tasso di interesse reale pagato sul debito pubblico”, ha continuato Castaldo puntualizzando che “il saldo primario di bilancio dell’Italia è stato costantemente al di sopra del saldo primario francese dal 1995 al 2018, restando peraltro molto al di sopra di quello spagnolo dopo il 2007, e di sopra a quello tedesco, almeno fino al 2006, e poi sostanzialmente in linea con quest’ultimo”. Insomma “il debito italiano non è fuori controllo. Basta strumentalizzazioni”, ha concluso.

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Commenti (2)

  • Una politica che definirei "astroungarica", quando a decidere le sorti dell'Italia erano gli stranieri. Un bel salto all'indietro di un paio di secoli! Se questo é il prezzo che dovremmo pagare, allora quanto vale fallire e come disse Mussolini per il debito pubblico contratto per sostenere i costi della grande guerra:."chi ha avuto, ha avuto..."

  • La commissione UE in servizio è da buttar via. Fuest ha ragione e Di Maio dovrebbe parlare meno e chiamare all'ordine i suoi "sudditi" del Governo e Parlamento.

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