Dalle immatricolazioni alle pensioni: un unico portale per i servizi online dei paesi Ue    

Dovrebbe entrare in funzione entro il 2020. Si potrà registrare una nascita o un'attività imprenditoriale, ordinare la tessera sanitaria o richiedere il passaporto. In tutto 14 funzioni disponibili per tutti i cittadini europei. A prescindere da dove si risiede e a quale amministrazione ci si rivolge

ANSA/REGIONE LOMBARDIA

Registrare una nascita o immatricolare l'auto. Ma anche ottenere le certificazioni dei titoli di studio o ordinare la tessera sanitaria. Servizi che spesso comportano lunghe code agli uffici pubblici e che invece, entro il 2020, potranno essere effettuati comodamente da casa o dal cellulare collegandosi al portale unico digitale dell'Unione europea. La proposta è della Commissione Ue e risale a marzo, ma oggi gli Stati membri hanno trovato l'intesa sul dossier. 

Un sito multilingue

Il portale, secondo il testo approvato al Consiglio, sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Ue e accessibile da qualsiasi cittadini europeo, a prescindere dal paese di residenza, in base al principio che se una procedura amministrativa è disponibile per i cittadini di un paese lo deve essere anche per quelli di tutti gli altri.

Per costruire questa sorta di hub delle pubbliche amministrazioni europee, varrà il principio della "volta sola", ovvero una volta fornita un'informazione a una pubblica amministrazione questa dovrà condividerla con le altre senza che il cittadino o l'impresa siano obbligati a rifornirla ex novo ogni volta. I servizi online dovrebbero essere 14: certificato di nascita, carta d'identità e passaporto, cambio d'indirizzo, immatricolazione auto, borse di studio, riconoscimento di un diploma, registrazione alla sicurezza sociale, pensione, registrazione di un'attività imprenditoriale, dei datori di lavoro, dei dipendenti, notifica di fine contratto, pagamento dei contributi sociali, tessera sanitaria. 

Il ritardo dell'Italia

Per i cittadini italiani, soprattutto di quei Comuni dove i servizi online sono ancora una chimera, il portale potrebbe costituire un modo per risparmiare tempo e denaro. Solo il 19% dei cittadini italiani utilizza infatti servizi online per sottoporre richieste e documentazioni alle autorità amministrative pubbliche, il valore più basso di tutta la Ue.

Il portale sarà utile anche per i cittadini di altri paesi europei che risiedono in Italia: il nostro paese, infatti, è terz'ultimo in Europa per servizi online offerti in inglese, con appena il 5%, peggio solo Austria e Repubblica ceca. 

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Perché il portale unico digitale diventi reltà, occorrerà attendere la posizione del Parlamento europeo (il voto è previsto per il 2018), a cui seguiranno gli ultimi negoziati per arrivare al testo legislativo finale. "E' un nuovo passo avanti verso la digitalizzazione dei servizi pubblici in situazioni transfrontaliere e un ulteriore passo avanti nel rendere l'Europa digitale una realtà", ha dichiarato il ministro dell'economia dell'Estonia Kadri Simson. 
 

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