Criminalità, terrorismo ed evasione fiscale: Strasburgo approva la nuove norme anti-riciclaggio

Norme contro le società fantasma, più controlli sulle monete virtuali, soglie più basse per le carte prepagate e protezione degli informatori, il Parlamento Ue battezza la revisione della direttiva UE anti-riciclaggio

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Contrasto alle società fantasma, individuare i beneficiari effettivi delle società che operano nell’UE, controlli più rigorosi sulle valute virtuali come i Bitcoin e maggiore protezione per gli informatori. Sono questi i punti forti del quinto aggiornamento della direttiva anti-riciclaggio approvato dal Parlamento Ue con 574 voti in favore, 13 voti contrari e 60 astensioni. Un aggiornamento che rientra nella risposta comunitaria agli attacchi terroristici del 2015 e del 2016 a Parigi e Bruxelles, nonché alle fughe di notizie provenienti dai “Panama Papers".

Accesso pubblico alle informazioni sui veri proprietari delle imprese

Conferendo ai cittadini il diritto di accedere alle informazioni sui beneficiari effettivi delle imprese che operano nella UE, le nuove norme potranno aiutare a reprimere l’uso fraudolento delle società fantasma create per riciclare denaro, nascondere patrimoni ed evitare di pagare le tasse, una pratica oggetto di grande attenzione a seguito dei Panama Papers.

Un’ulteriore misura consentirebbe inoltre di fornire, a chi può dimostrare di avere un “interesse legittimo”, i dati sui beneficiari effettivi delle società fiduciarie e di strumenti analoghi. In questo modo, le informazioni sulle società fiduciarie potranno essere messe a disposizione dei giornalisti investigativi e delle organizzazioni non governative (ONG). Gli Stati membri conserveranno inoltre il diritto di concedere un accesso ancora più ampio alle informazioni, qualora fosse previsto nel proprio ordinamento nazionale.

Fine del regime di anonimato per le valute virtuali

Le nuove misure affrontano anche i rischi legati alle carte prepagate e alle valute virtuali. I prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali e i prestatori di servizi di portafoglio digitale per le valute virtuali dovranno applicare, come già succede per le banche, controlli di due diligence e requisiti di verifica sulla propria clientela, per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali.

Anche queste piattaforme e questi prestatori di servizi dovranno essere registrati, così come i cambiavalute e gli uffici di incasso degli assegni, nonché i fornitori di servizi per aziende e società fiduciarie.

Soglia più bassa per le carte prepagate

Tra le altre misure concordate nell’ambito della nuova legislazione, figurano anche la riduzione della soglia per l’identificazione dei titolari di carte prepagate dagli attuali 250 a 150 euro e criteri più severi per valutare se Paesi terzi sono esposti maggiormente al fenomeno del riciclaggio, possibilità di sanzioni ed esame più approfondito delle transazioni che coinvolgono cittadini di Paesi a rischio. 

La revisione prevede anche il potenziamento della protezione degli informatori che segnalano casi di riciclaggio, compreso il diritto all’anonimato. 

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