"Tutti i Paesi Ue senza protezioni anti-Covid, solo la Finlandia ha una scorta d'emergenza"

Un documento interno della Commissione rivela che tra i 27 Stati membri, solo il governo di Helsinki ha comunicato di non aver bisogno dell'aiuto di Bruxelles per mascherine e disinfettanti. In tutti gli altri si segnalano carenze

Le prime polemiche sono scoppiate in Italia, quando si è capito che le scorte di materiale protettivo personale, dalle mascherine ai disinfettanti, non erano sufficienti a fermare negli ospedali l'avanzata del coronavirus. Quando il nostro governo ha chiesto aiuto agli Stati Ue, nessuno ha risposto. E da li' nuove polemiche, con tanto di accuse alla solita Europa 'egoista'. C'è voluto lo scoppio della pandemia in tutto il Continente per scoprire che non si trattava di egoismo, ma di carenze di scorte: dalla Spagna alla Francia, passando dal Belgio, i governi europei sono finiti sulla graticola di medici e opinione pubblica. Tutti i governi, tranne uno:quello della Finlandia.

Già, perché stando a un documento interno della Commissione europea, "diffuso sotto l'autorità della presidente" Ursula von der Leyen e ottenuto dall'Adnkronos, si scopre che nell'Unione europea, per quanto riguarda la disponibilità di materiale protettivo personale (Ppe, in gergo), disinfettanti e altri articoli sanitari, "ci sono carenze in 26 Stati membri. Solo la Finlandia attualmente riferisce di avere scorte a sufficienza". 

La "maggioranza" degli Stati membri "sta attualmente lavorando per aumentare la produzione e diversi Paesi stanno ricevendo o prevedono di ricevere forniture dalla Cina nei prossimi giorni", riferisce ancora la Commissione. L'esecutivo Ue, considerata la "penuria" di questi articoli, ha lanciato "quattro procedure congiunte di acquisto con gli Stati membri".

Il 28 febbraio è stato lanciato il primo bando per la fornitura di Ppe; il 17 marzo, la Commissione ne ha lanciato un altro, per altre categorie di materiale protettivo. Per la Commissione, "questi primi acquisti congiunti si sono rivelati un successo: al 24 marzo, i produttori hanno presentato offerte che hanno coperto, e in qualche caso superato, le quantità richieste dai 25 Stati membri che hanno partecipato alla procedura, per ogni singola categoria merceologica".

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I materiali dovrebbero essere disponibili due settimane dopo la firma del contratto, cosa che è prevista a breve. Un'altra gara per acquistare macchine per la ventilazione polmonare è stata lanciata il 17 marzo, con 25 Paesi partecipanti e la scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 26 marzo. Un'ultima gara, che riguarda l'acquisto di materiale da laboratorio e kit per effettuare i test è partita il 18 marzo, con "19 Stati membri partecipanti". Per quest'ultima procedura la scadenza è il 31 marzo. 

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