"In Italia ancora 3mila morti, l'ultimo a fine maggio. Paese europeo più colpito dal Covid sarà il Regno Unito"

Le previsioni dell'Institute for health metrics and evaluation dell'Università di Washington. In Europa si stimano oltre 150mila decessi legati al coronavirus. Ma i ricercatori avvertono: "Siamo alla prima ondata, non abbassare guardia"

La triste conta delle vittime del Covid-19 dovrebbe arrestarsi il 21 maggio, quando i morti avranno raggiunto quota 20.300. Merito soprattutto delle misure di contenimento attuate, se non tempestivamente, di sicuro in tempo per evitare scenari ben peggiori. Come quelli che potrebbero verificarsi negli Stati Uniti o nel Regno Unito. E' quanto prevede l'Ihme, l'Institute for health metrics and evaluation dell'Università di Washington

Si tratta di previsioni, sia chiaro. Ma lo studio dei ricercatori dell'Ihme sembra confermare che chi ha scelto strategie attendiste, come quella dell'immunità di gregge, rischia di pagare le conseguenze peggiori. Almeno nella "prima ondata" della pandemia, quella che dovrebbe arrestarsi in estate. Lasciandosi dietro, stima l'Ihme, oltre 150mila vittime solo in Europa.

Nelle prossime settimane, secondo l'ultimo bollettino dell'istituto, che ha sede a Seattle, i decessi continueranno a salire in Europa, anche se in Italia e Spagna il picco sembra ormai raggiunto e si prevede che le curve di contagi e vittime sono destinate ad andare verso il basso. "La maggior parte delle regioni di Italia e Spagna hanno superato il loro picco nel numero di morti, mentre altre nazioni si stanno avvicinando alle loro vette e altre ancora affronteranno il picco di mortalità a fine aprile", si legge nel bollettino dell'Ihme.

Per l'Italia, si legge ancora, "il picco nell'uso delle risorse per i letti e i respiratori in terapia intensiva è stato il 28 marzo". Questo su scala nazionale, anche se non tutte le aree del Paese hanno raggiunto il picco. Per esempio, l'Ihme stima che in Puglia questo verrà raggiunto il 16 aprile. Da qui la previsione di 20mila morti entro l'estate, quando la prima ondata dovrebbe essersi arrestata.

Un simile percorso lo seguiranno la Spagna, con 19.200 vittime attese, e la Francia, con 15.508 decessi. "Il Regno Unito, la Germania, la Norvegia e la Grecia, invece, "sono ancora all'inizio delle loro traiettorie e affronteranno un numero di vittime in rapido aumento nella seconda e terza settimana di aprile", si legge nel bollettino. Nonostate i percorsi simili, la mortalità attesa in Germania e quella in Regno Unito potrebbero essere decisamente diverse. In Germania, le vittime previste dovrebbero essere 8.802. Nel Regno Unito, invece, si attendono ben 66.314 decessi.

Secondo l'Ihme, la ragione principale sta nel ritardo nell'attuazione delle misure di contenimento da parte del governo britannico. "È inequivocabilmente evidente che il distanziamento sociale può, quando ben attuato e mantenuto, controllare l'epidemia, portando a un calo dei tassi di mortalità", dice il direttore dll'istituto, Christopher Murray. "Chi ha attuato molto presto misure di isolamento sociale potrebbe essersi lasciato il peggio alle spalle", aggiunge. A differenza di chi non lo ha fatto con la stessa decisione. E cosi', per esempio, in Svezia la stima è di 4.182 vittime contro le circa 600 attuali. Negli Stati Uniti addirittura 81.776 (la stima più alta tra i Paesi oggetto di analisi). Ma per gli Usa, aggiunge Murray, "sembra probabile che il numero di morti supererà le nostre proiezioni". 

Bene, dunque, ha fatto chi si è mosso per tempo o evitando ulteriori ritardi. Ma guai, avverte l'Ihme, ad abbassare la guardia. Allentare troppo presto queste precauzioni durante la "prima ondata" della pandemia potrebbe portare a nuovi cicli di infezioni, ricoveri e decessi, spiega ancora Murray. "Per ridurre il rischio di una seconda ondata in luoghi in cui la prima ondata è stata controllata grazie a un forte distanziamento sociale, i governi dovrebbero prendere in considerazione test di massa, tracciabilità dei contatti e quarantene per i soggetti infetti fino a quando non sarà disponibile una vaccinazione, prodotta in serie e ampiamente distribuita", è il consiglio.

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