Coronavirus, la Lega dice no all'aiuto della Cina: "Nostri dati sanitari a Huawei"

Secondo l'eurodeputata Bonfrisco, che ha inviato una interrogazione alla Commissione Ue, l'accordo di cooperazione con Pechino "nasconde un serio rischio per i cittadini italiani"

“La ‘cooperazione bilaterale’ con la Cina per far fronte all'emergenza Coronavirus nasconde, in realtà, un serio rischio per i cittadini italiani, perché i loro dati sanitari potrebbero essere condivisi in tempo reale attraverso una rete cloud, che Huawei avrebbe già proposto al nostro Paese”. E' la denuncia dell’eurodeputata della Lega Anna Bonfrisco, che ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea affinché chieda "con urgenza al Primo Ministro italiano Giuseppe Conte di riferire sul contenuto degli accordi raggiunti con la Cina”.

Lunedì 16 marzo scorso, scrivono le due europarlamentari leghiste, “Conte ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica popolare dinese Xi Jinping, con la quale è stata avviata la ‘Via della Seta sanitaria’ che coinvolge Italia a Cina. Si tratterebbe di una ‘cooperazione bilaterale’, così come definita dall’ambasciatore cinese in Italia, che vede l'Italia quale unico Paese del G7 e membro fondatore dell'Ue ad aver aderito al progetto geopolitico cinese”.

“Chiediamo alla Commissione – precisa Bonfrisco – se intende avviare una valutazione circa la rilevanza strategica e la gestione dei dati sanitari dei cittadini europei nei vari Stati membri, attese la loro qualifica di dati personali rilevanti per la protezione dei diritti fondamentali. Ciò anche alla luce della connotazione di ‘infrastruttura critica’ degli ospedali e delle strutture sanitarie pubbliche e private ai sensi" delle leggi Ue. "Inoltre – continua – vogliamo sapere se l’accordo italiano tiene conto delle indicazioni contenute nella Raccomandazione (della Commissione Ue, ndr) del 26 marzo 2019 sulla sicurezza del 5G e nel Toolbox del 29 gennaio 2020, con la necessità di garantire e preservare la sovranità e l'autonomia nazionale ed europea rispetto a possibili ingerenze straniere”.

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Secondo Bonfrisco, “l’ambizione di Pechino è quella di alimentare la propria crescita nel campo sanitario e tecnologico anche all’estero. Altri aspetti da tenere presenti sono poi la scarsa trasparenza sulla diffusione del Covid-19 e l’uso controverso dei dati personali da parte della Cina. Si tratta di questioni che sollevano molti interrogativi, così come dichiarato chiaramente anche dal leader della Lega Matteo Salvini. Ma l'Italia non è sola, come dimostrano le parole del segretario di Stato americano Mike Pompeo, il quale ha dichiarato che quando questa emergenza virus terminerà sarà valutata la risposta del mondo intero” conclude.
 

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