"Con Coronavirus possibile carenza di farmaci nell'Ue", l'allarme degli esperti

Parte delle materie prime delle medicine prodotte in Europa provengono da India e Cina. E la diffusione della patologia potrebbe mettere a rischio le forniture dall'Asia

C’è timore nel settore farmaceutico europeo legato a un effetto collaterale del Coronavirus, finora sottostimato da media e autorità. Si tratta dei rischi per l'approvvigionamento di materie prime per la produzione di medicine made in Europe, per le quali il Vecchio Continente fa largamente affidamento su Cina e India. Al momento le forniture non sarebbero a repentaglio ma, secondo gli esperti del settore, la situazione potrebbe cambiare. 

Il dibattito nelle istituzioni

Il problema era stato sollevato da alcuni Stati Ue durante il dibattito diplomatico sull’opportunità di convocare o meno un summit straordinario dei ministri della Salute. Alla fine ha prevalso chi chiedeva l’incontro e il tema sarebbe stato discusso tra i rappresentanti dei 27 Governi durante la riunione del Consiglio Ue Epsco (Occupazione, politica sociale, salute e consumatori) di giovedì scorso, in presenza dei ministri della Salute

L'allarme 

“Abbiamo visto che potrebbe esserci un rischio di carenza di forniture a causa del Coronavirus”, ha dichiarato il ministro tedesco, Jens Spahn, a margine della riunione straordinaria con i suoi omologhi Ue. “Sappiamo che molti principi attivi sono prodotti in Cina - ha proseguito il ministro del Governo di Angela Merkel - in particolare nella provincia di Hubei”.

I timori sui farmaci generici

I timori degli esperti sono legati soprattutto ai farmaci generici, che vengono immessi nel mercato con modesti margini di profitto e che sarebbero particolarmente sensibili alle variazioni dell’offerta di ingredienti primari. Per alcuni medicinali, l’80% delle materie prime proviene da Paesi extra-Ue diversi dagli Stati Uniti. Una situazione che lo European Fine Chemicals Group, associazione di categorie dell’industria chimica, ha definito preoccupante, data la “vulnerabilità a qualsiasi incidente che potrebbe interrompere la catena di approvvigionamento”.

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Niente allarmismi

“Se questa epidemia si sviluppasse in una pandemia globale, la maggior parte dei Paesi si troverà ad affrontare la carenza di medicinali essenziali nel momento in cui se ne avrebbe maggiormente bisogno”, ha avvertito l’associazione professionale. Ma funzionari e politici preferiscono, almeno per il momento, rassicurare imprese e consumatori. L'Agenzia europea per i medicinali non ha infatti ricevuto alcuna segnalazione di interruzione dell’approvvigionamento di materie prime.

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